Torino dell’ottocento è noto nella storia della Chiesa per il gran numero di santi da lei provenienti. Si pensi a S. Giovanni Bosco, S. Giuseppe Cottolengo, S. Giuseppe Cafasso.
Ci sono infatti circa 150 piemontesi appartenenti al secolo scorso e a questo che sono stati dichiarati santi o beati.
Convinto che alle origini di questa fiume di santità c’é un’uomo il cui ruolo non è da poco, che si chiama Pio Bruno Pancrazio Lanteri, crediamo che sia utile a indagare gli atti di questo uomo in quanto uomo per arrivare in questo modo a una conoscenza più personale e intima di lui che voleva farsi santo, grande santo, presto santo.
Il tema scelto – “La Dimensione Umana dell’Attivitá Apostolica di Padre Pio Bruno Pancrazio Lanteri, Fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine” – corrisponde a questo desiderio di conoscere più da vicino e da uomo questo uomo di grande spirito.
La ricerca dunque si concentrerà sulla “dimensione umana”.
L’attività, infatti, è determinata dalla sua spiritualità, e questa, a sua volta, dipende dalla sua prospettiva antropologica.
Comminciamo, dunque, con una visione globale guardando prima alla sua vita, passando in turno al livello antropologico, poi al livello spirituale, e finalmente all’atto esterno della sua attività come espressione personale.
Una volta abbiamo compreso tutti questi stratti della sua persona, potremmo capire il significato delle sue scelte apostoliche e conoscere ancora meglio chi è Bruno Lanteri.
Attualmente, gli scritti di Lanteri vengono sistemati in un modo nuovo.
A prescindere del “Positio” di Frutaz su Lanteri, il raccolto di scritti fatto da T. Gallagher, Un’Esperienza dello Spirito, è l’unico fonte critico.
Questo però è limitato ai documenti di lui in qualità di fondatore della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine. In quanto possibile, abbiamo usato questi testi.
Abbiamo usato poi i Manoscritti stampati negli anni settanta e il Carteggio curato da P. Calliari.
In quanto alle biografie, quella di P. Gastaldi è il fondamento per tutte le seguenti.
Abbiamo dato, dunque, preferenza a questa che è prima in ordine chronologico, ma usando le altre con libertà, especialmente quando si trattava solo di aggiornamento linguistico.
Mentre l’articolo di A. Brustolon sul L’Antropologia del P. Lanteri si limita ad un documento solo, i suoi studi storici erano utili per capire meglio il sottofondo delle vicende riguardo agli anni più tardi della vita di Lanteri.