CAPITOLO I
L’IDENTITÀ DELLA CONGREGAZIONE NELLA CHIESA

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Art. 1 Natura

La Congregazione degli Oblati di Maria Vergine è un Istituto religioso clericale di diritto pontificio, composto di chierici e di fratelli coadiutori. Essi, chiamati dallo Spirito Santo alla ricerca di Dio solo, si donano totalmente al Padre con voti pubblici e seguono Gesù Cristo sotto la guida di Maria Santissima. Conducono vita fraterna in comunità e si dedicano al servizio del Regno di Dio, attuando lo spirito e il carisma del loro Fondatore. La Congregazione, fondata dal Padre Pio Bruno Lanteri, è stata approvata dal Papa Leone XII il 1° settembre 1826 con il Breve “Etsi Dei Filius”. Il nome ufficiale è: “Congregatio Oblatorum Beatæ Mariæ Virginis”, (OMV).

Art. 1 Natura [1]

La Congregazione, fondata nel 1816 dal Padre Pio Bruno Lanteri con un primo gruppo di sacerdoti [2] nella città di Carignano e successivamente approvata dal Papa Leone XII il 1° settembre 1826 con il Breve “Etsi Dei Filius”, è un Istituto religioso clericale di diritto pontificio, composto di chierici e di fratelli coadiutori. Essi, chiamati dallo Spirito Santo alla ricerca di Dio solo, si donano totalmente al Padre con voti pubblici e seguono Gesù Cristo sotto la guida di Maria Santissima. Conducono vita fraterna in comunità e si dedicano al servizio del Regno di Dio, attuando lo spirito e il carisma del loro Fondatore. Il nome ufficiale è: Congregatio Oblatorum Beatæ Mariæ Virginis”, (OMV).

 

1 LG 44, 45; PC 5; ET 7-11; CIC 588 §2; 589

2 I primi «compagni» sono: i sacerdoti Giovanni Battista Reynaudi, Agostino Golzio e Antonio Biancotti.

1.1 Gli Oblati si impegnano a conoscere la vita e gli scritti del Padre Lanteri, loro Fondatore, e ne celebrano le ricorrenze, specialmente il 5 agosto, giorno della sua morte.

1.1 Gli Oblati ameranno il loro Fondatore come il loro padre e guida nello spirito; ne conosceranno la vita e gli scritti e celebreranno specialmente la ricorrenza del 5 agosto, giorno della sua morte.

1.2 Nel tradurre il nome della Congregazione si procuri di attenersi fedelmente alla dicitura

ufficiale:

in italiano: Congregazione degli Oblati di Maria Vergine;

in francese: Congrégation des Oblats de la Vierge Marie;

in spagnolo: Congregación de los Oblatos de la Virgen María;

in portoghese: Congregação dos Oblatos de Maria Virgem;

in tedesco: Kongregation der Oblaten der Jungfrau Maria;

in inglese: Congregation of the Oblates of the Virgin Mary.

1.2 La traduzione ufficiale del nome della Congregazione è:

in italiano: Congregazione degli Oblati di Maria Vergine;

in francese: Congrégation des Oblats de la Vierge Marie;

in spagnolo: Congregación de los Oblatos de la Virgen María;

in portuguese: Congregação dos Oblatos de Maria Virgem;

in tedesco: Kongregation der Oblaten der Jungfrau Maria;

in inglese: Congregation of the Oblates of the Virgin Mary.

1.3 La festa titolare della Congregazione è il Nome Santissimo di Maria che si celebra il 12 settembre. Dalla tradizione familiare che risale al Fondatore sono considerati Patroni principali San Pietro, come segno di attaccamento e di fedeltà al Romano Pontefice, e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori come modello di spirito pastorale, di devozione mariana e di vita quotidiana. La Congregazione nel Capitolo generale del 1870 ha proclamato San Giuseppe suo Patrono particolarissimo.

1.3 La festa titolare della Congregazione è il Nome Santissimo di Maria che si celebra il 12 settembre. Dalla tradizione familiare che risale al Fondatore sono considerati Patroni principali San Pietro, come segno di attaccamento e di fedeltà al Romano Pontefice, e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori come modello di spirito pastorale, di devozione mariana e di vita quotidiana. La Congregazione nel Capitolo generale del 1870 ha proclamato San Giuseppe suo Patrono particolarissimo.

Art. 2 Fine

Il fine della Congregazione è di attendere seriamente alla … santificazione dei suoi membri per via dell’imitazione più attenta di Gesù Cristo che si propongono per modello in ogni azione, unitamente agli esempi di Maria SS., loro cara Madre… e di attendere con tutto l’impegno alla redenzione e santificazione degli uomini, coll’esatta osservanza delle loro Costituzioni approvate dall’Autorità Ecclesiastica.

Art. 2 Fine [1]

Il fine della Congregazione è di attendere seriamente alla … santificazione di se stessi per via dell’imitazione più attenta di Gesù Cristo che si propongono per modello in ogni azione, unitamente agli esempi di Maria SS., loro cara Madre… e di attendere con tutto l’impegno alla redenzione e santificazione degli uomini, coll’esatta osservanza delle loro Costituzioni approvate dall’Autorità Ecclesiastica.

 

1 LG 39, 41; PC 1; DL INT.; CR p. I c. I.

Art.3 Adesione a Cristo

Profondamente convinti che la loro vita religiosa, sacerdotale e apostolica sarà autentica solo nella misura in cui aderiranno a Cristo con la mente e con il cuore e ne condivideranno la vita, gli Oblati in ciascuna azione hanno… sempre Gesù innanzi agli occhi quale loro compagno e modello nel mistero della sua vita a Nazareth e nella sua vita apostolica, nelle sue relazioni con il Padre e nella sua infinita misericordia verso gli uomini, nelle sue umiliazioni e nelle sue sofferenze.

Art. 3 Adesione a Cristo [1]

Profondamente convinti che la loro vita religiosa, sacerdotale e apostolica sarà autentica nella misura in cui ameranno a Cristo con tutto il loro cuore, con tutta la loro mente e con tutta la loro forza (cfr Mc 12,30) e ne condivideranno la vita, gli Oblati in ciascuna azione hanno… sempre Gesù innanzi agli occhi quale loro compagno e modello nel mistero della sua vita a Nazareth e nella sua vita apostolica, nelle sue relazioni con il Padre e nella sua infinita misericordia verso gli uomini, nelle sue umiliazioni e nelle sue sofferenze.

 

1 LG 44; PC 5, 6; CIC 573; DL P.1, Art. 1, §3

3.1 Lo studio appassionato di Cristo, che è la più alta sapienza, sia la loro occupazione preferita. “Il loro modello sarà la vita pubblica di Gesù, che mediteranno perciò sovente, e molto attentamente”.

3.1 Lo studio appassionato di Cristo, che è la più alta sapienza, sia la loro occupazione preferita. “Il loro modello sarà la vita pubblica di Gesù, che mediteranno perciò sovente, e molto attentamente” [1].

 

1 DL p. II introduzione; ORG, 2262:16

Art. 4 Offerti totalmente a Dio per mezzo di Maria Vergine

Per realizzare la loro vita di consacrazione a Dio gli Oblati si affidano a Maria Santissima, loro principale Fondatrice e Maestra. Come essa presentò Cristo al Padre così essi si offrono totalmente a Dio per le mani di Maria Vergine e verso di lei nutrono una divozione speciale tenera e figliale. In lei infatti riconoscono il tipo stesso della Chiesa, e il modello della loro fede e della loro donazione e così amano presentarla agli uomini.

Art. 4 Offerti totalmente a Dio per mezzo di Maria Vergine [1]

Per realizzare la loro vita di consacrazione a Dio gli Oblati si affidano a Maria Santissima, loro principale Fondatrice e Maestra. Come essa presentò Cristo al Padre così essi si offrono totalmente a Dio per le mani di Maria Vergine e verso di lei nutrono una divozione speciale tenera e figliale. In lei infatti riconoscono il tipo stesso della Chiesa, e il modello della loro fede e della loro donazione e così amano presentarla agli uomini.

 

1 CR P. I, C. 1; LG 62-65; PC 25; ET 56; MC 16-23; SC 103; RD 17

4.1 Il carattere mariano della Congregazione è espresso nello stemma con il motto: “Mariam cogita, Mariam invoca”. Esso ricorda all’Oblato che è un “offerto a Dio per le mani di Maria” e lo invita a rivolgersi a Lei con fiducia filiale, specialmente nei momenti difficili, e a vivere la propria consacrazione sull’esempio del Fondatore.

4.1 Il carattere mariano della Congregazione è espresso nello stemma con il motto: “Mariam cogita, Mariam invoca” [1]. Esso ricorda all’Oblato che è un “offerto a Dio per le mani di Maria” e lo invita a rivolgersi a Lei con fiducia filiale, specialmente nei momenti difficili, e a vivere la propria consacrazione sull’esempio del Fondatore.

 

1 Da un’antica e bellissima preghiera mariana: «Rèspice stellam, voca Mariam» (Guarda la stella, invoca Maria) di san Bernardo di Chiaravalle.

4.2. Per vivere lo spirito mariano proprio della Congregazione gli Oblati approfondiscano nella preghiera e nello studio i misteri di Maria nella storia della salvezza.

4.2 Gli Oblati approfondiranno, sia nella preghiera che nello studio, i misteri della Madre del Signore nella storia della salvezza.

4.3 Seguendo la tradizione della Congregazione, nella predicazione e nel ministero, gli Oblati non tralascino di istruire i fedeli sulla dottrina e sul culto di Maria, per portarli a una autentica devozione verso di Lei.

Eliminato da questo capitolo e riformulato nel capitolo V, «Vita apostolica».

Art. 5 Missione ecclesiale

Nella loro missione ecclesiale, gli Oblati, attenti ai segni dei tempi,

 

a) attendono, con tutto l’impegno, alla santificazione del popolo di Dio, principalmente col guidare gli Esercizi Spirituali e col promuoverne la pratica il più possibile, sia in pubblico sotto forma di missioni popolari, secondo la genuina tradizione lanteriana, sia in privato, preferendo lo spirito e il metodo proposto da S. Ignazio;

b) contribuiscono alla formazione del clero sia nella preparazione agli ordini sacri sia nell’esercizio del loro ministero;

Art. 5 Missione ecclesiale

Nella loro missione ecclesiale, gli Oblati, fedeli allo spirito del Fondatore e dei suoi primi compagni, e attenti ai segni dei tempi:

a) attendono, con tutto l’impegno, alla santificazione del popolo di Dio, principalmente col guidare gli Esercizi Spirituali e col promuoverne la pratica il più possibile, sia in pubblico sotto forma di missioni popolari, secondo la genuina tradizione lanteriana, sia in privato, preferendo lo spirito e il metodo proposto da S. Ignazio [1];

b) contribuiscono alla formazione del clero sia nella preparazione agli ordini sacri sia nell’esercizio del loro ministero;

c) divulgano e sostengono, con mezzi adeguati, le verità della fede e i valori morali, patrimonio della Rivelazione e del Magistero della Chiesa, contrapponendoli agli errori correnti circa la fede e i costumi;

c) diffondono e sostengono, con mezzi adeguati, la verità della fede e i valori morali, patrimonio della Rivelazione e del Magistero della Chiesa, usando “la medicina della misericordia piuttosto che della severità… ed… esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando”. [2]

d) diffondono i libri buoni e la sana dottrina della Chiesa per mezzo della stampa e dei vari strumenti di comunicazione sociale;

d) diffondono i libri buoni e la sana dottrina della Chiesa per mezzo della stampa e dei vari strumenti di comunicazione sociale;

e) favoriscono l’apostolato missionario;

e) promuovono l’apostolato missionario; [3]

f) curano la formazione e l’animazione del laicato, rinnovando lo stile seguito dal P. Lanteri nelle Amicizie.

f) curano la formazione e l’animazione del laicato, rinnovando lo stile seguito dal P. Lanteri nelle Amicizie.

 

1 DL int..; EDF; DL p. II, art. I; CR p. I, c. I.

2 S. Giovanni XXIII, Discorso di apertura Concilio Ecumenico Vaticano II, Roma, 11 ottobre 1962, Par. 16.

3 Pio Bruno Lanteri, Scritti e Documenti d’Archivio, C3,125:T1-4; Positio, p.47-51; AG 6, 24-26; P. Giuseppe Roberto Claretta, OMV, “Le Missioni Estere degli Oblati di Maria Vergine”, 3; Paolo Calliari, OMV, “Missionary Dimension of Father Lanteri in the Beginnings of the Catholic Church of North America”, in: Msgr. Leon Christiani, A Cross for Napoleon: The Life of Father Bruno Lanteri, (1981),151-160.

5.1 Gli Oblati “preferiscono la predicazione degli Esercizi di S. Ignazio” perché è un “metodo approvato dalla S. Sede, e riconosciuto dall’esperienza così efficace, che contiene tra le meditazioni, ed istruzioni un compendio di quanto si ha principalmente da credere, ed operare, con una serie di verità così ben ordinate, che molto giova a ben imprimerle ne’ cuori, e gradatamente purgarli, illuminarli, e perfezionarli”.

5.1 Gli Oblati “preferiscono la predicazione degli Esercizi di S. Ignazio” perché è un “metodo approvato dalla S. Sede, e riconosciuto dall’esperienza così efficace, che contiene tra le meditazioni, ed istruzioni un compendio di quanto si ha principalmente da credere, ed operare, con una serie di verità così ben ordinate, che molto giova a ben imprimerle ne’ cuori, e gradatamente purgarli, illuminarli, e perfezionarli” [1].

 

1 Costituzioni 1826 c. I,

5.2 Per quanto riguarda la formazione del clero, le comunità, aperte alla più cordiale ospitalità, siano disponibili all’aiuto spirituale, intellettuale e pastorale. Senza escludere altre forme di aiuto, gli Oblati siano particolarmente solleciti nell’amministrazione del sacramento della penitenza, nella direzione di Esercizi e ritiri, nella direzione spirituale e nell’insegnamento.

5.2 Le comunità oblate siano ospitali e cordialmente aperte a ogni aiuto spirituale, intellettuale e pastorale sia del clero secolare che dei consacrati. Per svolgere questo servizio in modo efficiente, accetteranno Aggregati esterni [1] e Convittori [2]

 

1 “Ammette degli Aggregati esterni, quegli ecclesiastici cioè, che vivono nelle proprie case, e saranno creduti abili a dettarli secondo lo stesso metodo, e saranno pronti a darli assieme agli Oblati di Maria Santissima, o separatamente, o almeno saranno disposti a concorrervi con aiutare a confessare in occasione dei medesimi”. (Costituzioni e Regole della Congregazione degli Oblati di Maria Santissima, Part 1, Capo 1.
Gallagher, Timothy, Un’esperienza dello Spirito. Pio Bruno Lanteri, Il suo carisma nelle sue parole, Cuneo 1989, p. 202).

2 L’Oblato accetterà “nella sua communità, ‘dei convittori, quegli ecclesiastici vale a dire, che bramano di ritirarsi a fare i loro Ezercizi, o per aver comodo di comporsene una muta, o per attendere allo studio della morale, o per abilitarsi alle parrocchie, ed altri impieghi ecclesiastici a disposizione dei loro rispettivi vescovi, somministrando loro per questo i mezzi opportuni di libri, ecc.’ ” (Costituzioni e Regole della Congregazione degli Oblati di Maria Santissima, Part 1, Capo 1.
XXII Capitolo Generale OMV, Una Vita per il Nome do Cristo: L’Identità dell’Oblato di Maria Vergine nella Chiesa d’Oggi, 34).

5.3 Gli Oblati, eredi dello spirito del P. Lanteri, sono sensibili al gran bene che si può operare entrando nel vivo della società e della Chiesa, dove si presentano le varie correnti di pensiero sulle quali le persone si orientano nella loro vita, per sostenere e divulgare il patrimonio della Rivelazione come viene insegnato dal Magistero della Chiesa. Essi sono uomini che conoscono profondamente i propri tempi e le tendenze della propria cultura, ne sanno individuare i lati più tendenti a minare le basi della fede e dei costumi (‘errori correnti’) e si dedicano a sostenere la verità con mezzi adeguati. Fedeli al Magistero, con carità pastorale, cercano di riportare gli uomini alla verità guadagnandosi prima il cuore che il loro spirito, e di far amare la verità che insegnano.

5.3 Gli Oblati, eredi dello spirito del P. Lanteri, sono sensibili al gran bene che si può operare entrando nel vivo della società e della Chiesa per sostenere e divulgare il patrimonio della Rivelazione come viene insegnato dal suo Magistero. Essi sono uomini che conoscono profondamente i propri tempi e le tendenze della propria cultura, ne sanno individuare i lati che contrastano la fede e i costumi e si dedicano a sostenere la verità con mezzi adeguati, guadagnandosi prima il cuore che il loro spirito, e di far amare la verità che insegnano [1]

 

1 Gli Oblati “procureranno pertanto per via di ragionamenti opportuni e tranquilli di disingannare i sedotti e premunire gli altri, esercitando sempre lo zelo della verità in spirito di carità, giusta S. Paolo (Eph. 4, 15): veritatem in caritate facientes, ad esempio di S. Francesco di Sales, con cercare di guadagnarsi prima il cuore che lo spirito, con far amare la verità stessa, che si difende e insegna.” (Dir, P. II Art 5)

5.4 Nel servizio della verità, le comunità collaborino con tutti i mezzi possibili alla diffusione della buona stampa. Curino l’aggiornamento continuo delle loro biblioteche e le mettano anche a disposizione di chi ne avesse bisogno. Diano la loro adesione a organismi e istituzioni culturali e sostengano efficacemente le iniziative della Congregazione, appoggiando e diffondendo le pubblicazioni curate dalla Congregazione stessa.

5.4 Gli Oblati, con carità pastorale e secondo i loro talenti personali, saranno presenti nei mezzi di comunicazione sociale. Formati per l’annuncio del Vangelo nel continente digitale e, conservando e aggiornando le loro biblioteche, sosterranno le pubblicazioni della Congregazione.

5.5 La Congregazione ha fin dai suoi primi tempi assunto l’azione propriamente missionaria accettando l’impegno apostolico in Birmania. Gli Oblati, fedeli alla sensibilità missionaria del Fondatore, siano perciò pronti a rinnovare la loro disponibilità rispondendo agli appelli della Chiesa per le missioni “ad Gentes”

5.5 Gli Oblati saranno sempre disponibili alla chiamata della Chiesa e della Congregazione per l’invio missionario, in particolare alle giovani Chiese. [1]

 

1 «La Chiesa è chiamata a essere una comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano.» (EG, 24)
“Il primo compito che va ripreso con entusiasmo è l’annuncio di Cristo alle genti. Esso dipende soprattutto dai consacrati e dalle consacrate che s’impegnano a far giungere il messaggio del Vangelo alla moltitudine crescente di coloro che lo ignorano.” (CIVCSVA, Ripartire da Cristo,37)

5.6 Nello spirito del Fondatore gli Oblati offrono tutto il loro aiuto per la formazione del laicato cattolico. Quando è possibile, promuovono – rinnovando lo stile delle “Amicizie” – la creazione di gruppi laicali di animazione cristiana e di apostolato

5.6 Rinnovando lo stile delle “Amicizie” promuoveranno la creazione di gruppi laicali di animazione cristiana e di apostolato, si impegneranno nella formazione sia individuale che di gruppo per ottenere un’autentica testimonianza evangelica nella Chiesa e nel mondo, collaborando anche ad iniziative propriamente laicali.
Convinti che il loro carisma può essere condiviso con i laici, gli Oblati gli accoglieranno in atteggiamento di collaborazione e di scambio di doni, per partecipare più efficacemente alla missione ecclesiale. [1]

 

1 Vita Consecrata 54
Cf. AOMV, S I, 287a: Pio Bruno Lanteri, Scritti e Documenti d’Archivio, Org,287a; EdS, 96, 193-194; XXII Capitolo Generale OMV, Una Vita per il Nome do Cristo: L’Identità dell’Oblato di Maria Vergine nella Chiesa d’Oggi, 61: Nota 111.

Art. 6 Al servizio del Regno di Dio

Gli Oblati si mettono al servizio del Regno di Dio con la professione dei consigli evangelici, in una fraterna vita comunitaria e nell’impegno apostolico proprio dell’Istituto, secondo lo spirito del Padre Lanteri.
Con la professione dei consigli evangelici gli Oblati manifestano a tutti i beni celesti già presenti in questo mondo, testimoniano la vita nuova ed eterna acquistata dalla redenzione di Cristo e preannunziano la futura risurrezione e la gloria celeste.
Con la loro fraterna vita comunitaria essi sono segno permanente, nel mondo, che Cristo sta già realizzando il disegno di amore del Padre, radunare cioè tutti gli uomini nella grande famiglia dei figli di Dio.
Con l’azione pastorale guidano gli uomini ad accogliere, in maniera libera e riconoscente, il mistero della salvezza. Sono così partecipi della redenzione e tendono a ordinare il mondo a Cristo.

Art. 6 Al servizio del Regno di Dio

Gli Oblati si mettono al servizio del Regno di Dio con la professione dei consigli evangelici, in una fraterna vita comunitaria e nell’impegno apostolico proprio dell’Istituto, secondo lo spirito del Padre Lanteri [1].
Con la professione dei consigli evangelici gli Oblati manifestano a tutti i beni celesti già presenti in questo mondo, testimoniano la vita nuova ed eterna acquistata dalla redenzione di Cristo e preannunziano la futura risurrezione e la gloria celeste [2].
Con la loro fraterna vita comunitaria essi sono segno permanente, nel mondo, che Cristo sta già realizzando il disegno di amore del Padre, radunare cioè tutti gli uomini nella grande famiglia dei figli di Dio [3].
Con l’azione pastorale guidano tutti, particolarmente i poveri, ad accogliere, in maniera libera e riconoscente, il mistero della salvezza. Sono così partecipi della redenzione e tendono a ordinare il mondo a Cristo [4].

 

1 CIC 675; LG 39, 42-44; PC 8; ET, 11, 50; CR p. I, c. I; DL p. I, c. I; p. II.

2 LG 48; ET 52; CIC 573.

3 LG 44; PC 25; ET 53; DL p. I, c. V.

4 Cf. DL p. II.

6.1 Ogni Oblato e ogni comunità tenga in alta stima tutti i modi con cui la Congregazione si mette al servizio del Regno di Dio, unendoli armonicamente

6.1 Come un solo corpo (Cf 1Co 12), gli Oblati professeranno una profonda stima per il modo in cui ciascuno dei confratelli esprime concretamente il proprio servizio nella Congregazione e nella Chiesa.

Art. 7 Interiorità e apostolato

Per compenetrarsi sempre più della loro vocazione gli Oblati amano vivere da contemplativi in azione, affinché Gesù sia l’unico tesoro del loro cuore. Così potranno ricevere da Dio nell’orazione, nello studio e nell’apostolato, la pienezza della sua Parola ed essere confermati nella verità per comunicarla ai fratelli.

 

7.1 Nella mente del Padre Lanteri gli Oblati, per i compiti apostolici che sono chiamati a svolgere, devono essere uomini di preghiera e di studio; siano «certosini in casa e apostoli fuori».

Art. 7 Interiorità e apostolato [1]

Per compenetrarsi sempre più della loro vocazione gli Oblati amano vivere da contemplativi in azione, affinché Gesù sia l’unico tesoro del loro cuore. Così potranno ricevere da Dio nell’orazione, nello studio e nell’apostolato, la pienezza della sua Parola ed essere confermati nella verità per comunicarla ai fratelli.

 

7.1 Nella mente del Padre Lanteri gli Oblati, per i compiti apostolici che sono chiamati a svolgere, devono essere uomini di preghiera e di studio; siano «solitari in casa e apostoli fuori» [2].

 

1 DL p. I, c. I, art. 1, § 3; LG 44; PC 5, 6, 8; ET 9-12; CIC 675.

2 «In casa … solitari; fuori di casa … apostoli» (Dir. P. II,1). In altri appunti Lanteri adopera la parola «romiti»: (Nota dietro una lettera del Loggero al Lanteri, in AOMV, S 1, 545).

Art. 8 Amore e fedeltà al Papa e al Magistero

Sull’esempio del loro Padre Fondatore gli Oblati professano, come loro caratteristica, un’intera, sincera, ed inviolabile obbedienza all’autorità della S. Sede, ed un attaccamento intero al suo Magistero.
Espressione di fedeltà al Magistero della Chiesa e di obbedienza al Vicario di Cristo è la professione di fede e il giuramento di vera obbedienza al Romano Pontefice che si rinnova, preferibilmente in comunità, ogni anno nella festa di San Pietro, protettore della Congregazione.
Essendo la Chiesa particolare il luogo in cui gli Oblati vivono ed esprimono il loro impegno apostolico, essi si inseriscono nella pastorale locale, che ha nel Vescovo il primo responsabile

Art. 8 Amore e fedeltà al Papa e al Magistero

Sull’esempio del loro Padre Fondatore gli Oblati professano, come loro caratteristica, un’intera, sincera, ed inviolabile obbedienza all’autorità della S. Sede, ed un attaccamento intero al suo Magistero [1].
Espressione di fedeltà al Magistero della Chiesa e di obbedienza al Vicario di Cristo è la professione di fede e il giuramento di vera obbedienza al Romano Pontefice che si rinnova ogni anno in comunità, preferibilmente con la partecipazione del Popolo, nella festa di San Pietro, protettore della Congregazione [2].

 

Il riferimento ai vescovi diocesani sarà ricollocato nel Capitolo V, Vita di Apostolato.

 

1 EDF; CIC 590 §2, 752; LG 25; CR p. I, c. I.

Scrive Lanteri: “Gli Oblati chiedono di obbligarsi a qualche cosa più che ad essere cattolici… non chiedono in sostanza di professare ciò che sempre fu dogma nella Chiesa, perché questo … è un dovere di tutti; chiedono bensì di professare qualche cosa di maggior perfezione” (C4,184:T2,3)

2 EDF; CR p. I, c. I; “Alla festa di S. Pietro si rinnova la professione di Fede prescritta dal S. Padre Pio IV, cui si aggiunge l’accettazione sincera e senza eccezione di tutte le decisioni e ordinazioni dei Romani Pontefici, in genere e in specie finora emanate”. DL p. I, c. I,art. 4

8.1. E’ bene che la professione di fede e il giuramento di vera obbedienza al Romano Pontefice si compiano in chiesa con la partecipazione dei fedeli.

8.2. La fedeltà assoluta della Congregazione e dei singoli Oblati agli insegnamenti e alle indicazioni del Magistero, quali vengono espressi dal Sommo Pontefice e dall’Episcopato, richiede uno studio assiduo e approfondito dei documenti del Magistero stesso.

8.3 Gli Oblati, considerando i Vescovi come successori degli Apostoli, li circondano di rispetto e di riverenza. Nell’attività apostolica sentono di essere collaboratori del loro ministero, ne assecondano prontamente le richieste e i desideri, nel rispetto delle Costituzioni dell’Istituto.

8.1 Per curare e accrescere la comunione con il Santo Padre, gli Oblati studieranno e approfondiranno i documenti del Magistero della Chiesa con cuore aperto e spirito di obbedienza. Essi si asterranno da ogni espressione scritta e orale che possa danneggiare direttamente o indirettamente la comunione ecclesiale. [1]

 

Le Norme 8.2 e 8.3 vengono soppresse

 

1 “Mi terrò per sospetti e fuggirò tutte quelle persone, quei discorsi, quei libri e quei luoghi che non sono troppo favorevoli alla Chiesa e pretendono di mettere riforme, burlano, criticano, disapprovano pratiche e dottrine dalla Chiesa approvate, e giustificano, consigliano e sostengono altre che sono contrarie alla Chiesa… La verità è quella che viene dalla cattedra di Pietro, onde a quella mi conformerò nell’operare e nel credere.” (Spi,2011a:T5,1,2)

Art. 9 Spirito sacerdotale

I sacerdoti Oblati, consapevoli della dignità della persona umana, del prezzo infinito pagato da Cristo per redimerla e della necessità del loro ministero di mediazione tra Dio e gli uomini, ardono dello stesso zelo del loro Fondatore. Si mettono perciò a servizio della Chiesa principalmente attendendo al ministero della Parola di Dio, che dispone l’uomo alla conversione del cuore e all’incontro salvifico con Cristo nei sacramenti, e privilegiando il sacramento della riconciliazione, realizzando così l’ideale trasmesso fin dai primi tempi della Congregazione: l’Oblato muore sul pulpito o nel confessionale.
Eredi dello spirito del Padre Lanteri, i sacerdoti Oblati adottano uno stile pastorale caratterizzato da disponibilità, amabilità, pazienza e mitezza, atto a manifestare agli uomini l’infinita bontà e misericordia di Dio Padre.

Art. 9 Spirito sacerdotale [1]

I sacerdoti Oblati, eredi dello spirito del Padre Lanteri, adottano uno stile pastorale caratterizzato da disponibilità, amabilità, pazienza e mitezza, atto a manifestare agli uomini l’infinita bontà e misericordia di Dio Padre.
Si mettono perciò a servizio della Chiesa principalmente attendendo al ministero della Parola di Dio, che dispone l’uomo alla conversione del cuore e all’incontro salvifico con Cristo nei sacramenti.
Privilegiando il sacramento della riconciliazione, i sacerdoti oblati realizzeranno così l’ideale trasmesso fin dai primi tempi della Congregazione: l’Oblato muore sul pulpito o nel confessionale. [2]

 

1 LG 28; PO 3-5; DL p. II.

2 Gastaldi, 328

9.1 I sacerdoti Oblati sono coscienti che la celebrazione del Mistero eucaristico è il cuore del loro sacerdozio: in essa rendono a Dio il culto perfetto di adorazione ed edificano e fanno crescere la Chiesa. Per questo essi fanno dell’Eucaristia il centro della loro vita spirituale e la sorgente del loro zelo.

9.2 Nell’annuncio della Parola, nell’amministrazione dei sacramenti e in ogni altra iniziativa apostolica gli Oblati non mettono limiti all’ardore del loro zelo.

9.3 Il loro ministero, esercitato con carità paziente e generosa, è diretto instancabilmente a infondere nei fedeli sensi di grande confidenza nella immensa bontà misericordiosa di Dio che si è rivelata in Cristo Salvatore.

Le Norme del Art. 9 sono state tolte perché l’argomento è presente in altra parte.

Art. 10 Fratelli coadiutori

I fratelli coadiutori con i chierici costituiscono un unico corpo a servizio della Chiesa. Con i loro compiti apostolici e umani essi collaborano all’opera salvifica di Gesù Cristo. In virtù della loro professione partecipano alla missione apostolica della Congregazione e sono, insieme ai chierici, ugualmente responsabili della vita dell’Istituto. I fratelli di voti perpetui, pienamente inseriti nella famiglia religiosa, possono esercitare in essa incarichi comunitari eccetto quelli che comportano la potestà di governo, e hanno il diritto di voce attiva e passiva, nei casi previsti dal diritto proprio.

Art. 10 Fratelli coadiutori [1]

I fratelli coadiutori assumono un ruolo attivo collaborando con i sacerdoti alle forme di apostolato dell’Istituto e anche nei settori nei quali la Chiesa invita i laici a essere attivamente presenti: nel ministero della Parola – evangelizzazione e catechesi -, nel culto – formazione e animazione liturgica – e nel servizio della carità. Essi si uniscono così intimamente a Cristo nel suo triplice ufficio sacerdotale, regale e profetico, al quale partecipano in virtù del battesimo e, ancor più, in virtù della loro professione religiosa.

 

1 LG 44; PC 15; CIC 129

10.1 Nello svolgimento delle mansioni abitualmente loro affidate, la comunità li valorizzi secondo le doti e la preparazione specifica di ciascuno.

10.2 I fratelli coadiutori assumono un ruolo attivo collaborando con i sacerdoti alle forme di apostolato dell’Istituto e anche nei settori nei quali la Chiesa invita i laici a essere attivamente presenti: nel ministero della Parola – evangelizzazione e catechesi -, nel culto – formazione e animazione liturgica – e nella pastorale in generale. Essi si uniscono così intimamente a Cristo nel suo triplice ufficio sacerdotale, regale e profetico, al quale partecipano in virtù del battesimo e, ancor più, in virtù della loro professione religiosa.

Le norme del Art. 10 vengono inglobate nella Costituzione, tenendo in considerazione anche il documento “Identità e Missione del Fratello Religioso nella Chiesa”, Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, 4 ottobre 2015

Art. 11 Comunione fraterna

Premurosi… di essere annoverati fra i veri discepoli di Gesù Cristo il quale ha detto: «da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri», vogliono gli Oblati… che l’amore e l’unione reciproca sia uno dei loro principali caratteri. Usano tutti i mezzi per conservare l’amore ed unione reciproca; perciò sono attenti a stimarsi vicendevolmente, ed amarsi cordialmente tutti, disposti sempre a qualunque sacrifizio per non mai rompere la carità.

Art. 11 Comunione fraterna [1]

Premurosi… di essere annoverati fra i veri discepoli di Gesù Cristo il quale ha detto: «da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri», vogliono gli Oblati… che l’amore e l’unione reciproca sia uno dei loro principali caratteri. Usano tutti i mezzi per conservare l’amore ed unione reciproca; perciò sono attenti a stimarsi vicendevolmente, ed amarsi cordialmente tutti, disposti sempre a qualunque sacrifizio per non mai rompere la carità [2].

 

1 DL p. I, c. V; PC 15; ET 39; CR p. I, c. II, art. 1, §3.

2 DL, cap V Art 1, reg 20

11.1 La comunione di vita fraterna fa di tutti gli Oblati una sola famiglia, unita nel Signore, la quale gode del mistero della presenza di Cristo in essa e nella Chiesa e lo manifesta al mondo. E’ in questa comunione che la Congregazione diventa Chiesa viva e operante.

11.1 Gli Oblati si studieranno di imitare il più vicino che potranno la condotta del divin Maestro… ricopiando con ogni diligenza la sua dolcezza inalterabile in ogni occasione. Procureranno di avere verso tutti una stima sincera e costante, non vedendo nei membri della Congregazione che altrettante immagini di Dio e fratelli di Cristo Gesù [1].

 

1 Cf. DL cap V, art 1, 1-2

11.2 Gli Oblati usano tutti i mezzi, quali la capacità di ascolto e di dialogo, l’apertura di cuore e il servizio reciproco sincero e totale, per costruire la comunione di vita fraterna ed essere “un cuor solo e un’anima sola”

11.2 L’amore con il quale si ameranno sarà cordiale, affabile, preveniente e sofferente. Parleranno sempre bene di tutti, aborrendo ogni ombra di detrazione e guardandosi dal sospetto reciproco [1].

 

1 Cf. DL cap V, art 1, 3

11.3 Per evitare qualsiasi raffreddamento della carità, si guarderanno dall’amore disordinato per le cose materiali, per il proprio giudizio e per le comodità [1].

 

1 Cf. DL cap V, art 1, 4