P. Giovanni era nato a Pariana, in provincia di Massa, in Toscana, l’11 ottobre 1919.
“A undici anni – racconta – finisco le scuole elementari e il Parroco fa la domanda per farmi entrare nel collegio di Chiavari che già conoscevo per via di P. Mannini, mio cugino”. Ma questo avvenne solo nel 1934, quando aveva quindici anni perché prima non c’erano posti disponibili.
Il 17 settembre 1939 ricevette l’abito degli Oblati dal Vescovo di Ivrea, Mons. Rostagno, e cominciò il noviziato nel 1939 con P. Pizzini, a Ivrea, dove emise la prima professione il 22 settembre 1940. In una lettera al Rettor Maggiore in quell’anno, scrive: “Il desiderio di farmi sacerdote ricordo di averlo sempre avuto e l’essere qui lo attribuisco a nessun altro che alla bontà della Madonna”.
Proseguì gli studi da chierico a Pinerolo (con la breve parentesi di un anno a Pisa nel ’42-’43), fino al 1946; emise la professione perpetua il 15 ottobre 1943 a Pinerolo, e fu ordinato sacerdote il 20 aprile 1946, sabato santo, a Pisa. Celebrò la prima Messa nella chiesa di S. Jacopo nel giorno di Pasqua.
Dal 1946 al 1950 fu professore di italiano, latino e greco per i liceali nella casa di Pinerolo, poi superiore e cappellano di fabbrica a Rovereto fino al 1965, nel popoloso rione della zona industriale “San Giorgio”. Qui si conquistò la stima e l’amicizia degli operai di 21 stabilimenti, anche di quelli dove nessun sacerdote era mai arrivato. Mons. Pizzolli, dell’Onarmo di Trento, scrisse di lui: “P. Ceccarelli era molto benvoluto, amato, stimato dai lavoratori per la sua cordialità, per la sua apertura d’animo, per il suo carattere aperto e gioviale”. Visitava costantemente le fabbriche e parlava anche nelle mense: la sua era “una presenza profetica del Signore”. Introdusse la celebrazione della S. Messa per i defunti, celebrava Pasqua e Natale in fabbrica. Fu promotore della San Vincenzo aziendale, organizzò pellegrinaggi a Lourdes e da ogni parte, iniziò la partecipazione ai convegni della Pro Civitate ad Assisi, costituì i centri aziendali dell’Apostolato della preghiera.
Durante le ferie era assistente spirituale nelle case alpine di Moena. “Guidava le comitive nelle escursioni, teneva colloqui e conversazioni religiose, stringeva amicizia con gli operai, specialmente con i giovani che erano portati più vicini a Dio… Furono quindici anni di missione, di un diuturno, assillante, continuo lavoro” dichiarò chi lo conosceva bene.
Dei tempi di Rovereto qualcuno scrisse che P. Giovanni si faceva amare facilmente: a questo “contribuiva certamente il suo carattere allegro e bonario, la sua disponibilità completa e il suo battersi generoso e instancabile per ogni bisogno e ovunque ci fosse ingiustizia… Per la sua allegria, intraprendenza e familiarità tutti affratellava, lasciando in noi un desiderio grande di iniziare a vivere il vero amore fraterno del Vangelo”.
Quando partì per Pisa, nel novembre 1965, molti operai piansero.
Durante il suo servizio di parroco a S. Michele degli Scalzi, P. Giovanni curò con particolare zelo le associazioni parrocchiali, come la San Vincenzo, le Dame di Carità, l’Azione Cattolica, la Polisportiva Lanteri. Fra l’altro si adoperò anche per la traslazione della salma di P. Prinetti nella chiesa di S. Iacopo e ottenne il trasferimento a Pisa delle Figlie di san Giuseppe. L’Arcivescovo Mons. Matteucci lo nominò ispettore scolastico di Religione in alcune direzioni didattiche di Pisa. Si distinse anche nell’assistenza ai malati nelle loro abitazioni e in ospedale. “La sua naturale comunicativa umana – dichiarò un medico – il suo saper creare un rapporto di fiducia e rinforzare nel malato il coraggio per affrontare la prova della malattia è di grande aiuto anche per l’opera del medico”.
In occasione del 25° di sacerdozio, festeggiato a Pisa, in un libretto stampato per l’occasione, P.Lamberti lo dipinge come un priore “sereno, ottimista e generoso per le nostre vie… l’ho sempre sentito stimare e godere degnamente la vita, conosco la sua fede sincera e profonda e conosco il suo amore per tutta la gente. Per questo lo stimo un degno messaggero di Gesù tra noi”.
Rimase parroco a Pisa per 10 anni, ”riscuotendo la stima dell’Arcivescovo, del clero e dei fedeli”, come scrisse P. Otello Ponzanelli nella lettera di presentazione di P. Ceccarelli come parroco del “Cuore Immacolato di Maria” al vescovo di Sassari.
A Sassari, P. Giovanni si recò nell’ottobre del 1977, dopo una breve parentesi di due anni come superiore nella casa generalizia del Mamertino. Vi rimase fino al 1985 anche nelle funzioni di responsabile della comunità.
Fu trasferito poi a Rocca di Papa come prefetto dei chierici dal luglio 1985. Il 2 giugno 1996 festeggiò, insieme a P. Marzani, il 50° di sacerdozio a Chiavari, essendo superiore di quella comunità. Ritornò a Rovereto dove fra le altre cose iniziò la costruzione della nuova chiesa. Nella prima metà degli anni ’90 fu trasferito a Chiavari dove curò i confratelli anziani pur continuando l’apostolato lanteriano tipico di quella casa.
Trasferito a Pisa vi rimase sino a quando le sue condizioni di salute lo permisero. In seguito ad una caduta avvenuta nel mese di giugno, fu trasferito a Chiavari e, dopo una breve malattia, morì il 4 luglio 2010.