Nato a Sgurgola (Fr), l’8 dicembre 1906, entrò nel collegio del S. Cuore, a Chiavari, il 19 ottobre 1919. Emise la sua prima professione il 5 ottobre 1924. Dopo aver compiuto gli studi di filosofia a Pinerolo, fu trasferito a Pisa per frequentare gli studi teologici nel Seminario Arcivescovile di Pisa. Fu ordinato sacerdote il 5 aprile del 1930.
E’ morto a Rocca di papa, presso il Centro Mondo Migliore, il 6 ottobre 1995.
Ed ecco i compiti da lui svolti e gli incarichi affidatigli: S. Elena: Viceparroco, 1930-1931; Chiavari: Insegnante e Assistente degli Aspiranti, 1931-1939; Pinerolo: Prefetto dei Chierici, 1939-1945; Consultore generale, 1943-1947; Torino: Parroco, 1945-1946; Mamertino: Rettore nella casa generalizia, 1946; Chiavari: Rettore del Collegio, 1947-1952; Sassari: 1952-1953; Rovereto: Rettore e prefetto dei chierici, 1953-1956; S. Elena: Parroco, Rettore locale, 1957-1969; Vicario generale 1956; Consigliere Italia Centro-Sud, 1968-1983; N.S. del Pianto: 1970-1973; Mamertino: Rettore alla Casa generalizia, 1973-1974; Prefetto dei chierici a N.S. del Pianto, 1974-’75; Prefetto dei chierici a S. Elena, 1981-’83; Rettore locale al Mamertino, 1983-1985. Nel 1985 si trasferisce al Mondo Migliore, dove è morto il 6 ottobre 1995.
Da come si deduce dal curriculum, P. Moscarelli, ha vissuto in Congregazione una vita piena di impegni rilevanti, specie nel campo della formazione. Cosa ha trasmesso alle varie generazioni che ha educato con tanta umanità e dedizione? Prima di tutto un gran rispetto per l’uomo, in secondo luogo un grande amore per il Fondatore e la Congregazione. Amava lo studio e fino all’ultimo si è interessato delle varie problematiche d’attualità, con cuore e spirito giovanile. Conservava la memoria storica, ma non era prigioniero di essa, finché ha potuto, non disdegnava di leggere libri e giornali, di guardare la TV, seguendo perfino le partite di calcio. Si può dire che in un corpo malandato e logoro, sottoposto alla legge dell’invecchiamento, c’era un intenso interesse per il presente, che rivelava una mente limpida ed elastica, cosciente fino a qualche ora prima del decesso. Da non dimenticare la sua preziosa collaborazione a Lanterianum con articoli relativi a squarci di storia della Congregazione, specialmente del periodo di P. Felice Prinetti.
Fra le sue carte sono stati ritrovati degli appunti e un testamento spirituale scritto il 5 aprile 1980, nel 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale che esprimono tutta la sua fede e l’amore per la vita e per la Congregazione.
P. Vittorio fu uomo di azione ma anche di contemplazione, di ammirazione e amore per la vita dell’uomo, con tutte le sue vicende, immerso nella storia che cammina verso la Patria celeste.
P. Alberto Moscatelli in “Oblati nel mondo”, Novembre 1995
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TESTAMENTO SPIRITUALE DEL CARISSIMO P. VITTORIO MOSCARELLI OMV
DECEDUTO IL 6 OTTOBRE 1995 NELLA CASA DEL MONDO MIGLIORE
(Redatto il 5 aprile 1980, 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale)
Credo la Chiesa come tu, Signore Gesù, l’hai fatta.
Credo quanto la Chiesa in nome tuo mi ha insegnato di te e di me.
I miei genitori, a cui va la mia perpetua riconoscenza e amore, mi hanno dato la coscienza della vita, mi hanno fatto pregare, mi hanno prospettato le vie della vita.
La mia parrocchia di S. Elena mi ha insegnato l’amore al culto e all’apostolato, che mi hanno fatto avvertire la vocazione al sacerdozio.
La Congregazione degli Oblati di Maria Vergine ha coltivato in me i germi della vocazione e mi ha insegnato a rispondervi senza se, senza ma, senza riserve, a cuor generoso, ardente per Dio e per il prossimo attraverso Maria SS.
Di fronte al cumulo di grandi grazie che il Signore mi ha fatto riconosco la mia miseria, i miei peccati, la mia infedeltà: ma credo nella tua infinita misericordia, o Signore, credo nell’intercessione della Madonna, rifugio dei peccatori, credo nel valore della confessione, dell’unzione degli infermi che voglio ricevere, e perciò ti domando perdono di tutto il male che ho fatto e se avessi altre cento e mille vite non vorrei più commetterne.
Non ho la coscienza di dover perdonare nessuno, ritengo che quanto gli altri han fatto per me sia stato sempre suggerito dall’amore.
Domando perdono a quanti ho fatto soffrire anche senza averne avuto coscienza.
Signore ti ringrazio di avermi chiamato a te nella vita religiosa e sacerdotale.
Ti ringrazio di avermi dato la certezza di questa vocazione sin dall’inizio della mia vita cosciente.
Ti ringrazio di avermi dato di vivere del momento, secondo le circostanze da te intessute per condurmi.
Ti ringrazio che sei stato il mio pane quotidiano nell’Eucaristia, fatto sacerdote per oltre 50 anni per offrirti giornalmente la S. Messa.
Ti ringrazio di avermi messo in situazione di fare del bene.
Con donazione pura, libera, perfetta mi offro ancora una volta come schiavo a te Maria, madre della mia Congregazione e mia. Mi affido a te con la confidenza del bambino, come avessi diritto ai tuoi beni; ricoprimi delle tue perfezioni, virtù e meriti e così portami a Gesù, per adorarlo, lodarlo, amarlo con te in eterno.
L’ultimo mio respiro voglio che sia ripetere con tutti i miei cari, con la mia Congregazione, con tutta la Chiesa, il canto della liturgia
Per Cristo, con Cristo e in Cristo
a te, Dio Padre Onnipotente
nell’unità dello Spirito Santo
Ogni onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen
Per la misericordia infinita di Dio Uno e Trino, per l’intercessione della Madonna Santissima, per i meriti di tutta la Chiesa, confido che abbia a continuare questo mio canto di fede e di amore in cielo, in eterno.