Nato ad Aspromonte di Nizza Marittima, il 18 dicembre 1838, entrò a San Ponzio il 21 dicembre 1864, fece la vestizione il 29 giugno 1865 e la professione il 29 giugno 1867. Morì a San Francesco, Torino, il 15 maggio 1909 all’età di 71 anni e fu tumulato nel Campo Santo comune.
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Nato a Lenzima di Rovereto (Trento), il 3 ottobre 1914, fece ingresso a Chiavari nel 1925. La vestizione avvenne a Pinerolo il 25 maggio 1933; emise la professione sempre a Pinerolo il 15 agosto 1935. Morì a Novara, per incidente stradale, il 16 febbraio 1958, all’età di 52 anni; è sepolto nel cimitero dì Torino.
Nato a Lenzima di Rovereto, settimo di una famiglia numerosa, a un anno di età fu internato in Moravia a causa della guerra e della vicinanza della frontiera italiana (il Trentino era ancora parte dell’impero austro-ungarico). A 11 anni entrò nel collegio vocazionale di Chiavari con l’intenzione di diventare sacerdote ma per la difficoltà di applicarsi nello studio, a cui si sentiva poco incline, decise di diventare fratello coadiutore. Dopo la professione del 15 agosto 1935, fu addetto alla parrocchia di N.S. della Pace a Torino in qualità di sacrestano- tuttofare e là rimase praticamente sempre fino alla tragica morte nel 1958. In quasi 25 anni di permanenza a Torino, Fratel Mario assistette alla riorganizzazione morale e religiosa della vasta parrocchia, prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Sempre attivo in molteplici faccende, presente ovunque fosse richiesto il suo aiuto, era servizievole verso quanti si rivolgevano a lui, sempre sorridente anche nei momenti più difficili. Aveva imparato a fare da sé, senza maestri, molti lavori: sapeva lavorare bene come elettricista, muratore, decoratore, per questo fu chiamato spesso anche in altre case della Congregazione per importanti lavori. Aveva una bella voce da tenore che esibiva nelle celebrazioni parrocchiali più importanti. Animato da una profonda fede e da una grande carità, aveva saputo creare intorno a sé un vasto alone di simpatia e di ammirazione, cosa sconosciuta anche ai più intimi ma che si manifestò in forma inaspettata e plebiscitaria in occasione della sua morte e dopo.
Un tragico incidente stradale stroncava la sua ancora giovane esistenza il 16 febbraio 1958, mentre viaggiava sull’autostrada di Milano nei pressi di Greggio (Vercelli). Una macchina di sciatori veniva in senso inverso: non essendo visibile a causa della fitta nebbia, non si poté evitare; nell’impatto Fratel Mario rimase ucciso quasi sul colpo, mentre restavano fortunatamente illesi i quattro giovani della parrocchia che erano con lui. Portato all’ospedale di Novara, vi spirava poco dopo.
Nacque a Mechel (Trento), il 5 gennaio 1912. Entrò in comunità a Pinerolo, proveniente da Chiavari, il 2 agosto 1928; ricevette l’abito il 21 ottobre 1928 ed emise la professione temporanea a Pinerolo il 3 novembre 1929. Pronunciò i voti perpetui a Pisa, il 6 gennaio 1933. Morì a Pisa il 16 febbraio 1935, all’età di 23 anni. Fu sepolto nel cimitero di Cisanello, a Pisa.
Serafino Nicolodi aveva studiato presso i gesuiti di Piacenza fino alla terza ginnasiale, poi era venuto nel nostro piccolo seminario di Chiavari. Dopo gli studi liceali a Pinerolo, passò a Pisa, a Sant’Jacopo, per gli studi teologici. Nell’estate 1934 cominciò ad accusare il male che poi, aggravatosi, lo doveva portare alla tomba, quasi alla vigilia dell’ordinazione sacerdotale. Era di animo mite, si accontentava di poco. Sarebbe riuscito bene anche come missionario. Amava le sacre funzioni e aveva una spiccata tendenza per la cura della liturgia.
Bibl. Mamertino, marzo-aprile 1935, 60-61.
Nacque a Pralormo (Asti), l’8 agosto 1825. Entrò a San Ponzio nel 1844 e pronunciò i voti il 16 novembre 1845. Fu ordinato sacerdote alla Consolata il 21 settembre 1850; morì a San Francesco, Torino, il 7 novembre 1885, all’età di 60 anni.
Padre Novarino è tra i fondatori della casa di Livorno Vercellese, dove rimase fino al 1857, data della chiusura. Dal 1857 al 1859 lo troviamo alla Gibellina di Como, nei due ultimi anni che rimase aperta quella casa. Chiusa anche la casa di Como, passò a San Ponzio dove attese alla predicazione delle missioni. Nel 1885 si trasferì a Pinerolo per curarsi da una grave malattia. Passò poi a Torino, San Francesco, con l’intenzione di tornare a San Ponzio, ma nel 1885, mentre si vestiva per la messa, fu colpito da apoplessia, dalla quale non poté più riprendersi.
Anche P. Novarino appartiene a quella schiera di Oblati che hanno vissuto il periodo più cruciale della nostra storia e tuttavia hanno saputo resistere alla tentazione di abbandonare l’Istituto e hanno perseverato fino alla fine. Ecco che cosa ne scrive il suo coetaneo P. Paruzza: «P. Gaspare Novarino ha lasciato in Nizza una memoria che non si cancellerà mai più. Generoso e devoto oltre ogni dire, egli sapeva accoppiare una grande fermezza ad una squisita dolcezza nel giudicare coloro che nei suoi consigli cercavano l’appoggio della sua lunga esperienza. Noi aggiungeremo che egli fa parte di quel valoroso clero, onor del Piemonte, che la soda pietà e dottrina profonda, l’attaccamento incrollabile al successore di San Pietro, e il suo zelo ardente, posero tra i primi nelle sacre falangi dei ministri della Santa Romana Chiesa» (in AOMV).
Necrologio: La Semaine Religieuse, Nice, 15 nov. 1885 pp-788-789
Nacque a Coreglia (Genova), il 28 agosto 1937; entrò a Ivrea, proveniente da Chiavari nel 1955. Fece la vestizione a Ivrea il 14 settembre 1955; emise la professione temporanea a Ivrea il 23 settembre 1956 e quella perpetua il 23 settembre 1959. L’ordinazione sacerdotale avvenne a Roma, nella chiesa di S. Elena, per imposizione delle mani di S.E. Mons. Canestri il 16 marzo 1964; morì a Pinerolo il 10 febbraio 1975 all’età di 32 anni. È sepolto a Coreglia nella tomba di famiglia.
Nel 1965 fu addetto alla parrocchia di N.S. della Pace in Torino, in qualità di organista. Nel 1974 fu nominato parroco e rettore della comunità di Morimondo (Milano). Di salute sempre molto precaria, recatosi a un convegno a Pinerolo, fu colpito da infarto che in pochi momenti lo spense.
Nato a Nizza Marittima, oriundo di Castellaro, il 3 dicembre 1862, era parente del Padre Giovanni Battista Nuvolosi. Entrò a San Ponzio il 25 ottobre 1876, ricevette l’abito l’8 dicembre 1876 a San Ponzio, dove emise la professione l’8 dicembre 1878; morì a Nizza – San Ponzio il 24 settembre 1881, all’età di 19 anni.
Nato a Castellano (Imperia) il 3 gennaio 1856, entrò a San Ponzio il 20 ottobre 1871, ricevette l’abito il 26 novembre 1871 a San Ponzio, dove emise la professione l’8 dicembre 1872; fu ordinato sacerdote a Nizza il 15 giugno 1878; morì a San Remo (Imperia) il 7 marzo 1931, all’età di 75 anni; è sepolto a Castellano, nella tomba di famiglia.
P. Nuvoloni appartiene alle seconda epoca della Congregazione, al periodo della sua ripresa, dopo il 1870, insieme coi PP. Toesca, Bonfante, Buzio, Pechenino, Avaro, Perchialla, Lombardi, Prinetti, per ricordare i più importanti.
Svolse il suo ministero a Nizza, a Torino, a Pinerolo e, specialmente a Carignano, dove rimase parecchi anni fino a quando, colpito da una strana malattia che gli impediva di parlare (pur conservando la capacità di intendere e di ragionare), dovette ritirarsi a Pinerolo in una inattività quasi completa che lo fece molto soffrire, sollevato in parte dalla compagnia dei chierici studenti che presto impararono a volergli bene e ad ammirare i suoi esempi e la sua virtù. P. Nuvoloni aveva infatti spiccatissimo il senso del dovere, l’amore e la pratica della povertà religiosa, un affetto sincero e profondo alla Congregazione, una pietà autentica. Per la Congregazione aveva sofferto molto a Nizza e a Carignano, non solo la solitudine, ma anche la fame.
Era Consultore generale, per qualche tempo anche Segretario generale della Congregazione, più volte Rettore. Rimase nella Consulta anche dopo la sua malattia. Conserviamo di lui, inedito, un piccolo trattato sul voto di povertà a commento della Regola.
Negli ultimi tempi amava passare i mesi invernali a San Remo in casa di suo fratello, Senatore Domenico Nuvoloni, sindaco della città (a cui è stata dedicata una strada in San Remo), e fu appunto a San Remo che il 7 marzo 1931, mentre si trovava in un giardino pubblico, la morte lo colse improvvisamente.
Nacque in Nigeria, Africa, il 21 novembre 1948; entrò a San Vittorino nel 1978; ricevette l’abito a Roma nel 1980; emise la professione a Roma il 12 settembre 1981; morì a Còredo (Trento) il 25 agosto 1982, all’età di 34 anni; è sepolto in Nigeria.
Nato in una famiglia cattolica poverissima, ma molto religiosa e laboriosa, riuscì con molti sacrifici a conseguire il diploma di scuola superiore. Fu sempre assai impegnato nell’apostolato come membro della Legio Marie che diffuse nel suo paese. Era entrato nel seminario diocesano in Nigeria , ma il suo desiderio era stato sempre quello di abbracciare la vita religiosa in un istituto mariano. Conosciuto il seminario di San Vittorino, ottenne dal suo vescovo il permesso di entrarvi, come effettivamente fece nel 1978, a 30 anni. Tutti sapevano che lo studio era una fatica per lui, tuttavia Livinus si mostrava sempre sereno e disponibile ad ogni obbedienza a ad ogni servizio. Faceva catechismo, visitava i poveri, partecipava ad incontri di aggiornamento, stringeva amicizia con molti benefattori per aiutare i poveri del suo paese. Il 25 agosto 1982 fu per Livinus una giornata come tutte le altre. Si trovava con gli altri confratelli a Còredo, in Val di Non, per alcune settimane di riposo e di villeggiatura prima dell’inizio dell’anno scolastico. La mattina era andato con gli altri in gita al pittoresco lago di Tòvel e la sera aveva preso parte a una partita di calcio coi giovani del paese che si erano affezionati molto a lui. Dopo un quarto d’ora di gioco lo si è visto accasciarsi al suolo come per riposarsi. Ma non si rialzò più. Il rimpianto dei confratelli e degli abitanti di Còredo fu immenso. Per l’insistenza dei genitori e l’intervento di sacerdoti nigeriani presso i nostri Superiori, del Nunzio Apostolico e dell’ambasciata Nigeriana, in ossequio alle consuetudini del Paese, la salma fu trasportata e seppellita in patria.






