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Nato a Cumiana (Torino), il 02 settembre 1810, entrò a Pinerolo, a Santa Chiara il 3 marzo 1828. Ricevette l’abito il 19 marzo 1828, emise la professione nelle mani del P. Lanteri il 25 marzo 1829; fu ordinato sacerdote a Susa Pisa l’8 giugno 1930 da Mons. Pietro Cirio, il 14 aprile 1833. Morì a Nizza, San Ponzio, il 10 settembre 1870, all’età di 60 anni. E’ sepolto a Nizza.

Padre Tarquinio appartiene alla prima generazione di Oblati che vissero a contatto col padre Fondatore e che egli poté assistere su letto di morte. Nel 1838 fu nominato vice prefetto degli studenti alla Consolata. Non volle mai nessuna carica per tutta la vita. Amava far la ricreazione più coi fratelli che coi chierici o coi sacerdoti. Per quasi tutta la vita lavorò alla composizione della muta di esercizi spirituali per le diverse categorie di persone, e a questo scopo aveva consultato e conosceva un gran numero di autori predicabili. Nel comporre la “muta” si consigliava spesso e fu molto aiutato dai padri Berchialla e Gastaldi. Servizievole e di molto spirito di adattamento, visse fedele alla sua vocazione in tempi difficilissimi che avevano visto la defezione di molti altri confratelli.

Nato a Roma, il 7 aprile 1906, fece ingresso a Pinerolo nel 1924 (non attraverso Chiavari). Ricevette l’abito il 5 ottobre 1924, sempre a Pinerolo, dove emise anche la professione temporanea il 6 ottobre 1925; pronunciò i voti perpetui a Pisa l’8 giugno 1930. Ricevette l’ordinazione sacerdotale a Lucca per le mani di Mons. Antonio Torrini, il 28 febbraio 1931.

Dopo i primi anni passati nella scuola, si diede alla predicazione e alla cura d’anime nelle diverse case della Congregazione: Sant’Elena a Roma, Torino, Barga (Lucca), Pinerolo.

Morì a Pinerolo, al Sacro Cuore, il 4 febbraio 1977, all’età di 71 anni. Fu sepolto nel cimitero di Pinerolo, nella tomba della Congregazione.

Nato a Cavagnolo (Casale Monferrato), il 6 aprile 1875, entrò a San Ponzio all’età di 22 anni, essendo stato già chierico ‘minorista’ a Casale, il 1 dicembre 1897. Ricevette l’abito il 28 febbraio 1898 ed emise la professione il 17 marzo 1899. Morì in Torino, a San Francesco, il 28 ottobre 1903, all’età di 28 anni.

Essendo chierico nel seminario diocesano di Casale Monferrato, ricevette gli ultimi ordini minori il 26 febbraio 1896. Fu colpito da malattia cardio-polmonare da cui guarì nel 1897, ma una seconda ricaduta gli fu fatale e non si riprese più. Di famiglia poverissima, ma molto religiosa, aveva dovuto fare il ripetitore (assistente agli studi), nel seminario per pagarsi la mezza pensione.

Nato a Tonengo (Torino) l’8 marzo 1823, fece ingresso in Congregazione il 27 ottobre 1843. Ricevette l’abito l’8 novembre 1843 ed emise la professione il 13 novembre 1844. Fu ordinato diacono alla Consolata il 18 marzo da Mons. Dupuch, vescovo di Algeri, da cui ricevette anche l’ordinazione sacerdotale il 2 aprile 1848 alla Consolata; nel gennaio 1892 fu colpito da infarto che lo tenne a letto per sei mesi; morì a Nizza, all’Annunziata, il 28 giugno 1892, all’età di 69 anni; fu sepolto al cimitero di St. Barthelemy, a Nizza, nella tomba della Congregazione.

P. Tione fu alla Consolata dal 1850 al 1854; a Livorno Vercellese dal 1854 al 1856; e poi sempre a Nizza, San Ponzio, dove fu maestro dei novizi a fianco del P. Pacchiotti nel 1885, Rettore nel 1887, e all’Annunziata, dedito al ministero della Riconciliazione, confessore molto ricercato e considerato un santo. Fu Consultore generale e ammonitore del R.M. Avvaro jr. Fu Oblato per 49 anni “edificando tutti con le sue molte virtù”, come scrisse P. Dadesso.

Nacque a Saorgio (Nizza Marittima), il 3 febbraio 1854, fece ingresso a San Ponzio il 13 luglio 1870; ricevette l’abito l’11 settembre 1870 a San Ponzio, dove emise anche la professione il 19 settembre 1871, fu ordinato sacerdote a Nizza il 15 giugno 1878, eletto Rettor Maggiore il 28 agosto 1907, vi rinunciò il 14 agosto 1919; morì a Pinerolo il 14 aprile 1931, all’età di 77 anni; è sepolto nel cimitero di Pinerolo, nella tomba della Congregazione.

P. Toesca si può definire il vero restauratore della Congregazione nei primi due decenni di questo secolo, colui che ha saputo affrontare con senso di realismo e con coraggio la criticissima situazione del momento e applicare i rimedi più opportuni per una ripresa qualitativa e quantitativa allora possibile. Entrava tra gli Oblati nel 1870, tra i primi che dopo la morte di P. Giovanni Battista Biancotti (†1870) incominciaro a fluire nell’esausta Congregazione priva di mezzi, di elementi e, quel che è peggio, di speranza, di ottimismo e di ardore. P. Toesca con la sua semplicità e senso pratico, a fianco dei due Superiori generali Stefano Rossi e Giovanni Antonio Avaro, e infine come loro successore nella massima carica dell’Istituto, saprà collaborare efficacemente a questa ripresa.

Nato da famiglia contadina a Saorgio nella Val Roisa, poco distante da Briga, culla della famiglia Lanteri, a 16 anni entrò a San Ponzio, dove rimase ininterrottamente per 30 anni, prima come novizio e scolastico, poi come professore di teologia morale ai nostri chierici, segretario del Rettor Maggiore Avaro e difensore del vincolo nel tribunale ecclesiastico della Curia di Nizza. Nel 1901 fu eletto Rettore di San Francesco a Torino. Nel 1905 il visitatore apostolico lo volle Vicario generale della Congregazione, con poteri molto ampi, a fianco di P. Avaro ormai malato e impotente. In tale qualità indisse il Capitolo generale del 1907, dal quale uscì eletto Rettor Maggiore. Accettò la carica dopo molte e replicate insistenze dei padri capitolari e per il grande amore che aveva verso la Congregazione, pur sapendo le gravi difficoltà a cui sarebbe andato incontro, difficoltà rese allora più sentite per la recente visita apostolica. Umilmente e coraggiosamente si mise al lavoro per ricostruire la Congregazione.

Il visitatore aveva imposto la chiusura delle scuole interne dei nostri chierici con l’obbligo di frequentare il seminario di Torino: P. Toesca portò lo studentato a Roma, a Santa Maria del Pianto, e mandò i chierici al Seminario Lateranense. Ogni mese egli intraprendeva il lungo viaggio – una giornata intera di treno – per andare a trovare i suoi chierici e rendersi conto personalmente dell’andamento materiale, spirituale e scolastico di ciascuno. Per sua iniziativa furono aperte anche la casa di S. Iacopo a Pisa e il nuovo Collegio Apostolico Sacro Cuore di Chiavari.

La prima guerra mondiale (1915-1918) veniva a interrompere bruscamente l’opera di ricostruzione che egli aveva iniziato. Molti studenti di teologia dovettero partire per la zona di guerra, e soltanto pochi furono quelli che tornarono nell’Istituto. Tutta l’attività della Congregazione sembrò come paralizzata per quei quattro anni di paura e di fame.

Nel 1919, terminato il conflitto, indisse un nuovo Capitolo generale nel quale, malgrado il parere contrario di quasi tutti i capitolari, volle presentare le dimissioni dalla sua carica adducendo il motivo, non infondato, della sua poca salute fisica. Al suo posto fu eletto P. Domenico Pechenino. P. Toesca continuò ad essere Consultore generale e Ammonitore del nuovo Rettor Maggiore.

Dopo quattro anni passati a Nizza (1919-1924), fu nominato Rettore della casa di Pinerolo (1925-1928), casa nella quale restò anche dopo la scadenza della nomina quale confessore dei chierici novizi e scolastici. Anche nella tarda vecchiaia era fedelissimo all’osservanza religiosa, amante della vita ritirata e della preghiera, vero esempio a noi giovani studenti. Le uniche volte in cui alzava la voce e prendeva un aspetto severo era quando vedeva qualche infrazione al silenzio, alla carità fraterna, all’obbedienza dovuta ai superiori; per il resto era il più amabile dei padri, scherzoso, quasi fraterno e sempre sereno. Colpito da bronco polmonite nella primavera del 1931, si mise a letto e in pochi giorni morì.
La Congregazione non dovrà e non potrà mai dimenticare questo santo e benemerito religioso che la resse tanto sapientemente e la guidò con tanta fermezza e soavità in tempi molto critici.

Nacque a Bussana (Imperia), il 24 settembre 1853. Entrò in Congregazione a San Ponzio il 19 luglio 1870, fece la vestizione l’11 settembre 1870 e la professione il 17 settembre 1871. Morì a Torino, a San Francesco, il 20 dicembre 1920, all’età di 67 anni.

n. a Tassullo (Trento) il 18 agosto 1906; entrò a Chiavari nel 1920; ricevette l’abito da Oblato il 5 ottobre ottobre 1924 a Pinerolo. Fece la professione a Pinerolo il 6 ottobre 1925, e pronunciò i voti a Pisa il 25 dicembre 1929 a Pisa. L’ordinazione sacerdotale avvenne a Lucca il 28 febbraio 1931: morì a Ferrara il 4 settembre 1960 all’età di 54 anni: è sepolto nel cimitero di Tassullo.

Aveva un fratello Oblato, padre Leone (morto nel 1983) e un cugino Oblato, Padre Marino Pilati (morto nel 1943).

Padre Antonio fu parroco di N.S. della Pace a Torino per dieci anni, poi parroco successivamente a Pisa e a Teramo, San Berardo. Consultore generale, segretario delal Congregazione, nel 1956 fu nominato anche Procuratore Generale.

BIBL. OBLATO, Aprile-Ottobre 1960, 48-50.

Figlio di Giulio e di Annunziata Pilati, nacque il 9 febbraio 1908 a Campo Tassullo. Ricevette l’abito da Oblato l’8 settembre 1925 a Pinerolo per le mani di P. Carlo Burzio.

Pronunciò i voti perpetui il 25 dicembre 1929 a Pisa. L’ordinazione sacerdotale avvenne a Pisa il 12 marzo 1932 per mano di Mons. Vettori. Morì a Magenta il 23 maggio 1983.

Uffici esercitati: vice-parroco di S. Rocco a Buenos Aires, vice-direttore della scuola di Santa Fé in Argentina, vice-parroco e parroco a Santa Rita e parroco di San Rocco, Delegato per l’Argentina, rettore del Convitto vescovile di Atri (Teramo), parroco e superiore di San Berardo a Teramo, superiore della comunità di San Giorgio a Rovereto.

Ne “L’Oblato” del Dicembre 1983 si scrive di lui: “Nell’ultimo periodo P. Torresani non era molto incline a lasciare la casa, ciò nonostante, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale di Milano si era recato nella casa di Morimondo per vivere quell’avvenimento più da vicino. In quella circostanza ha potuto concelebrare con il Papa e con i duemila sacerdoti intervenuti al Congresso. Due giorni dopo P. Leone si spegneva nell’ospedale di Magenta con il ricordo di quella grande liturgia eucaristica. Aveva iniziato il suo ministero con la decisione di recarsi in Argentina. Erano ancora tempi eroici per quella nostra fondazione: le chiese e le case erano in stato precario, in mezzo alla polvere e al fango, soprattutto nei giorni di pioggia. P. Leone ha avuto quindi il privilegio di accompagnare lo sviluppo delle case in Argentina sia per quanto riguardava l’aspetto materiale delle costruzioni sia per l’aspetto formativo e spirituale delle comunità parrocchiali. Ha potuto guidare come superiore e parroco la casa di S. Rita e quella di S. Rocco con competenza e disinvoltura. E’ stato anche per un periodo Delegato del Rettor Maggiore per l’Argentina.

Il ritorno in Italia non fu sicuramente per lui indolore, ma lo superò bene e potè continuare a lavorare a Roma, a Teramo e a Rovereto.

Il suo ricordo è rimasto vivo in Argentina dove si era dedicato preferibilmente all’Apostolato fra i giovani e i ragazzi nelle associazioni dei BoyScouts e di Azione Cattolica. Lo stare con i giovani gli aveva lasciato intatto il suo aspetto gioviale e socievole”.

Da L’Oblato, Dicembre 1983, pagg. 26-27

Nato a Tassullo (Trento), il 30 luglio 1892, fece ingresso in Congregazione nel febbraio 1922, ricevette l’abito il 19 marzo 1922 a Pinerolo dove emise anche la professione il 1 aprile 1923. Pronunciò i voti perpetui il 5 agosto 1926 a Chiavari dove fu anche ordinato sacerdote il 15 luglio 1928 da S.E. Mons. Amedeo Casabona, vescovo della città. Morì a Roma, a Sant’Elena, il 16 gennaio 1970, a 78 anni. Fu sepolto a Campo Verano, a Roma, nella tomba della Congregazione.

P. Luigi Torresani ebbe quella che si dice ‘una vocazione tardiva’. Entrò tra gli Oblati a 30 anni di età, dopo aver combattuto nell’esercito austro-ungarico sui campi di Russia nella prima guerra mondiale (1915-1918). Lavorò poi come impiegato nella Cooperativa di Pedersano, presso Rovereto (Tn) dal 1919 al 1921, e nella locale Cassa Rurale.

Dopo il noviziato a Pinerolo, fu incaricato, ancora chierico, dell’assistenza dei nostri giovani aspiranti nel collegio di Chiavari, e là rimase fino al 1931. Dopo un periodo passato nella parrocchia di Sant’Elena (1931-1936 o 1938????), fu mandato a Pisa, come vice-parroco e predicatore missionario (1836-1945): moltissime parrocchie della diocesi di Pisa e delle altre diocesi della Toscana lo ebbero come predicatore di missioni popolari e di esercizi che lasciavano sempre molti frutti di bene nelle anime. L’Arcivescovo di Pisa diceva di lui: “Mai ho sentito parole così semplici ma anche così penetranti a sacerdoti”. Egli rimase a Pisa anche nei duri e paurosi anni della seconda guerra mondiale (1940-1945), sotto i bombardamenti, senza interrompere in nulla la sua normale e abituale attività apostolica. Gli ultimi 25 anni (1945-1970), li passò in diverse case della Congregazione impiegato in attività diverse, ma preminentemente nella predicazione di missioni e di Esercizi a Suore, chierici ordinandi e sacerdoti. Dapprima, dal 1945 al 1960, ritornò a S. Elena dove, – come disse P. Moscarelli il giorno del suo funerale – ‘fedelmente, instancabilmente, diede se stesso alle anime’. E citò un’espressione del Prof. Prustini, Presidente dell’Azione Cattolica, che fu assistito da P. Torresani in un momento in cui era in pericolo di vita: “Accanto a me con semplicità e naturalezza mi aveva allargato il cuore e mi aveva messo a contatto con Dio così come io non l’ho mai vissuto”.

Nacque a Tassullo (Trento) il 18 febbraio 1896. Fece ingresso a Chiavari nel 1908; ricevette l’abito a Pinerolo il 14 Settembre 1913. Emise la professione a Pinerolo il 24 settembre 1914. Fu ordinato sacerdote a Pinerolo da Mons. Matteo Filipello, vescovo di Ivrea, il 25 settembre 1921. Morì a Torino, al Cottolengo, il 6 luglio 1973, all’età di 77 anni; fu sepolto a Torino.

Partito ancora giovane sacerdote per l’Argentina, vi rimase esattamente 20 anni (1933-1953), facendo il parroco a Fray Marcos e Suarez in Uruguay e predicando molte missioni popolari in Uruguay e Argentina. Colpito da paralisi al braccio destro nel 1953, tornò definitivamente in Italia nel 1955 con residenza a Pinerolo. Nel 1971 aveva la gioia di celebrare il 50’ della sua ordinazione sacerdotale nella chiesa parrocchiale della natia Tassullo insieme con altri tre confratelli della stessa parrocchia, Luigi Pinamonti, Ernesto Menapace e Giuseppe Martinelli, in unione spirituale col quinto compagno di ordinazione, Felice Giaigischia, che era morto soltanto sei mesi prima. Padre Severino Torresani ha lasciato ai confratelli il ricordo di una grande bontà e di un costante ottimismo anche nelle circostanze più critiche e più dure.

Nacque a San Secondo (Pìnerolo) il 25 novembre 1837. Entrò a S. Chiara il 22 gennaio 1853 e ricevette l’abito il 24 febbraio 1853. Fece giuramento (al posto della Professione, per l’incertezza politica del momento e della legge sulla leva militare) il 26 febbraio1854. Morì a Pinerolo, Santa Chiara, il 25 febbraio 1855, all’età di 18 anni, ‘dopo brevissima malattia, e con i sensi della più sincera pietà e di grande confidenza in Maria’, come scrisse P. Berchialla annunciandone la morte a P. Dadesso.

È sepolto nella chiesa di Santa Chiara a Pinerolo.
Sulla tomba i confratelli vollero scritte queste parole della Sapienza, 4, 11: “Traslatus est ne malitia mutaret intellectum ejus et ne fictio deciperet animam illius. Virtute et candore praeclarus” : “Fu rapito perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l’inganno non ne traviasse l’animo. Ricordato per la sua virtù e per il suo candore d’animo”.