Il Fondatore

Con l’andar degli anni, le innumerevoli esperienze spirituali e apostoliche del Padre Brunone Lanteri maturarono in lui «l’idea» di radunare un gruppo di sacerdoti competenti e zelanti. che incarnassero e proseguissero nel tempo quasi la stessa spiritualità e le stesse attività apostoliche dell’Amicizia. E infatti presero a seguirlo nella realizzazione del progetto i Sacerdoti Giuseppe Loggero, Giovanni Antonio Ferrero e Antonio Lanteri. Ma siccome la concretizzazione di certe iniziative non avviene né spontaneamente, né secondo l’idea originaria, ecco come, nel tessuto della storia, nel quale la divina Provvidenza opera, si realizzò la fondazione della Congregazione degli Oblati di Maria Vergine.

A Carignano, a pochi chilometri da Torino, verso il 1815, tre sacerdoti Don Giovanni Reynaudi, Don Antonio Biancotti e Don Agostino Golzio, si riunirono per lavorare insieme per la santificazione propria e del popolo. I mezzi dovevano essere: il ministero della predicazione e confessione, una scuola per ragazzi con i segni della vocazione ecclesiastica e le opere di carità verso i poveri.

Don Reynaudi, per mettere a punto con prudenza e più efficacia questa ispirazione, cominciò a chiedere consiglio a qualche confratello. Trattò della cosa anche con il teologo Guala, ma questi gli suggerì di rivolgersi al Lanteri.

In un colloquio con il Reynaudi Padre Brunone percepì che quell’ispirazione era buona, anzi conteneva in sé la possibilità di un più ben vasto piano d’azione, maturato nell’animo suo attraverso l’esperienza di quarant’anni di lotte per la causa di Dio. E sul quel terreno cadde la proposta di allargare anche nei mezzi, ciò che si voleva fare in Carignano anche in tutto il Piemonte: Esercizi Spirituali, Missioni popolari, diffusione e difesa dei valori e delle verità cristiane, dedicazione al perfezionamento degli studi del giovane clero, cura nel divulgare buoni libri per illuminare il popolo, preservandolo così dall’errore. Seguendo una forma di vita apostolica, si sarebbe potuto far sorgere una nuova Congregazione.

Dopo il colloquio con il Lanteri, Don Reynaudi ritornò in Carignano dai suoi per esporre quanto aveva imparato dal suo nuovo maestro. I compagni si mostrarono subito disposti a seguirlo. Da quel giorno il Padre Pio Brunone Lanteri fu considerato come il vero Capo nel nascente Istituto.

Composte dal Padre Brunone le Regole, fu richiesta l’approvazione canonica della nuova Congregazione degli Oblati di Maria Vergine, che fu accordata nel 1816 dal Vicario Capitolare della Diocesi di Torino Monsignor Emanuele Gonetti e con regio Decreto si conferì agli Oblati la Casa e Chiesa di Santa Maria delle Grazie in Carignano.

Non appena le opere di Torino glielo consentirono, nell’estate del 1817 Padre Brunone si recò in Carignano dove era tanto atteso.

Stabilì che gli Oblati si dedicassero a tempo pieno alle Missioni popolari e agli Esercizi Spirituali ad ogni classe di persone, che fossero sempre assidui al confessionale, e dopo San Tommaso d’Aquino, Sant’Alfonso dovesse essere il loro secondo maestro. Mise in risalto l’importanza dello studio delle scienze sacre, per essere adeguatamente competenti nelle attività apostoliche. E’ ovvio, che con l’arrivo del Lanteri, l’impulso allo spirito di apostolato accrebbe notevolmente. E i frutti si videro subito. La città di Carignano cambiò volto. La popolazione avvezza allo spirito giansenista, fu liberata dai gravami dell’eresia e finalmente conobbe di nuovo lo spirito del Vangelo, la vita cristiana fu più intensamente vissuta.

Coincise con la venuta del Lanteri una nuova iniziativa, certamente ispirata al suo amore e alla sua esperienza di apostolato verso la gioventù: l’Oratorio giovanile, in armonia con il modello di esperienza educativa di San Filippo Neri. Era soprattutto il Padre Filippo Simonino ad occuparsi in questo settore.

Tre volte alla settimana venivano radunati i giovani nella chiesa delle Grazie, da dove, recitato il Rosario, passavano a un apposito locale della Casa per la catechesi e la formazione culturale, intercalata con canti sacri popolari. Si chiudeva con allegre ricreazioni nel cortile del Convento. E proprio dall’Oratorio sorsero le prime vocazioni oblate.

Tuttavia non contento di lavorare per la piccola città di Carignano, Padre Brunone lanciò di continuo i suoi compagni nell’apostolato della predicazione delle Missioni in altre Diocesi del Piemonte. I successi furono strepitosi, costellati però anche da persecuzioni che provenivano dalla frangia più rigorista e meno zelante del clero.