La carità verso il prossimo

Ricordatevi che la carità verso il prossimo è la pupilla degli occhi del Redentore, la livrea dei suoi veri servi, il carattere dei predestinati.

Agli Oblati il Padre Brunone lasciò questa regola:

L’amore con il quale si ameranno sarà un amore cordiale, quale si addice a veri fratelli di una stessa famiglia.

Un amore affabile per cui facilmente e con piacere si comunicheranno i sentimenti di pietà e le notizie di studio.

Un amore sofferente, sopportando facilmente i difetti tra di loro, senza dar segno di risentimento o di molestia, e dimenticando facilmente ogni offesa o disgusto ricevuto, perché la carità è un bene immensamente superiore a qualunque altro bene.

Ameranno gli altri più di se stessi per meglio imitare la carità di Gesù Cristo.

La carità ha da essere in casa nostra la sola padrona, la sola dispensiera, la sola infermiera: E’ la carità che ha da dare, come è pure la carità che ha da ricevere, perché è paziente e benefica, non cerca il proprio interesse, tutto spera, tutto sopporta.

Sforziamoci d’imitare il più da vicino che potremo la condottad el divino Maestro, nel convivere con i suoi apostoli e discepoli, ricopiando con ogni diligenza la sua dolcezza inalterabile in ogni occasione, e siamo solleciti di stimarci ed amarci tutti. Procureranno di avere verso tutti una stima sincera costante e fondata sulla fede, non vedendo negli altri che altrettante immagini di Gesù.

El amor a los hermanos es el ejercicio que practicaron los primeros cristianos, quienes entendieron bien el precepto de Jesús, y del cual los no creyentes se asombraron.

Dijo de ellos Tertuliano: «Se aman mutuamente y uno por el otro dan la vida». Todos se consideraban hermanos, solo había un corazón y un alma entre ellos. Por eso no solo se amaban recíprocamente y se respetaban, sino que les resultaba un gusto y no un deber, el servicio mutuo. Estaban dispuestos a perdonarse si se ofendían. Pero además se sostenían espiritualmente, tanto que se consolaban en las cárceles y se animaban en las torturas hasta el punto de enterrar sus cuerpos martirizados. Y para ello no sólo exponían sus bienes y sus capacidades, sino también arriesgaban mil veces sus vidas.