Vuoi che il giovane albero cresca robusto? Potalo… Una volta potato ti sembrerà come legno morto, ma con il tempo ecco rispuntar foglie, fiori e frutti.
I successi dell’apostolato del nuovo Istituto, la crescente simpatia che lo circondava, parvero indicare a Padre Brunone fosse giunto il momento di chiedere in riconoscimento giuridico alla Santa Sede. La Sacra Congregazione dei Vescovi e dei Regolari, accolse la richiesta con simpatia, ma come è di regola in simili casi, fece noto di essersi rivolta per le informazioni canoniche, come misura previa all’approvazione, al nuovo Arcivescovo di Torino Monsignor Colombano Chiaveroti.
E qui si apre per l’Istituto una dolorosa parentesi. Alle difficoltà del potere politico venne ad aggiungersi l’opposizione dell’autorità diocesana.
Monsignor Chiaveroti, uomo pieno di zelo e di austeri costumi era fra quelli che cercavano un rimedio alla decadenza religiosa con una linea pastorale moderata ma severa. Al progetto lanteriano espresse la volontà che gli Oblati, dipendessero da lui, onde evitare divisioni nel clero a causa della morale di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che però egli stesso approvava.
Invece di rispondere alle richieste della Santa Sede, l’Arcivescovo, preferì, lasciandole senza riscontro rivolgersi direttamente al Lanteri, proponendogli di fondare una Congregazione diocesana sul tipo degli Oblati di S. Carlo. Il Padre Lanteri rispose con due brevi scritti esponendo le ragioni per una fondazione su base più larga che un Istituto diocesano. Nello stesso tempo dimostrava come la dottrina di S. Alfonso fosse conforme alla dottrina tradizionale della Chiesa, la quale, col decreto del 1803, niente aveva trovato che fosse meritevole di censura. Corsero così due anni di inutili attese. L’arcviescovo rimase fermo nelle sue posizioni.
Le cose non avrebbero preso una piega peggiore se alla disapprovazione dell’Arcivescovo non si fosse aggiunta una vera persecuzione da parte di Carlo Giuseppe Francesco Abbate, Prevosto e Vicario foraneo di Carignano, rigorista acceso e convinto. E così iniziò con lui una polemica che coinvolse anche il popolo favorevole agli Oblati. Per evitare uno scandalo maggiore il nucleo dei primi Padri risolsero di separarsi in silenzio e attendere con pazienza un migliore avvenire. Così la Congregazione nel luglio del 1820 si disperse.
