Gli associati al termine della loro formazione emettevano tre voti, che venivanorinnovati ogni anno.
Il primo era quello di non leggere libri proibiti dalla Chiesa. Facevano eccezione a quest’impegno gli scrittori che dovevano confutare le dottrine contrarie alla religione.
Il secondo voto obbligava a fare un’ora di lettura formativa sui libri apporvati dall’Amicizia.
Il terzo riguardava l’obbedienza ai superiori dell’associazione.
Nei primi tempi le riunioni si svolgevano ogni settimana, ma in seguito vennero fatte ogni quindici giorni. Duravano circa un paio d’ore. Si cominciava con una lettura di istruzione o di formazione religiosa: dopo alcune preghiere, cominciava la seduta in cui si discuteva o sui mezzi e i modi di far progredire l’Amicizia, o sull’accettazione dei nuovi soci. Veniva poi il resoconto circa l’esame dei libri dati a tale scopo ad ogni Amico e circa le varie attività dei soci. Si chiudeva con mezz’ora di circolo familiare e di conversazioni a ruota libera sulle notizie importanti del giorno, in base ai giornali del tempo, alla cui lettura e discussione veniva data la più grande importanza. Insomma ci si allenava ad avere occhi e cuore aperti sul mondo, per essere capaci di operare nel mondo delle idee e delle opinioni correnti.
C’era poi la Biblioteca. Doveva essere sistemata in un locale decorato con gusto, perché lì si facevano generalmente le adunanze. I libri riservati agli Amici erano ripartiti in tre categorie: apologetici, che si occupavano cioè di difendere calorosamente la verità cattoliche; ascetici, libri di formazione cristiana; letterari e cioè romanzi, poesia, teatro, critica letteraria. Tali opere formavano la biblioteca inamovibile, perché tali libri non dovevano circolare. In gergo convenzionale la biblioteca era chiamata Farmacia.
Ma oltre la biblioteca inamovibile ve n’era un’altra, detta amovibile, o circolan te, che era formata da libri destinati alla diffusione e alla circolazione. I libri erano dati in prestito, ma certe opere erano diffuse gratuitamente e senza obbligo di restituzione.
Nella biblioteca esisteva un catalogo diviso in otto categorie:
1. Per le persone che hanno dubbi sulla religione originati da mancanza d’istruzione.
2. Per coloro che hanno delle difficoltà nella fede originate dalle cattive letture.
3. Per le persone che lottano contro le passioni e le lusinghe del mondo.
4. Per gli scrupolosi e gli scoraggiati.
5. Per coloro che aspirano alla perfezione.
6. Per suscitare il gusto delle buone letture.
7. Per quelli che conoscono male se stessi.
8. Per coloro che si dedicano allo studio.
Vi erano poi altri due cataloghi che contenevano il titolo di libri speciali detti «forti» e «squisiti», ossia i libri più adatti a trascinare alla pietà e a illuminare sulle controversie del giorno.
L’associazione in sé, l’attività apostolica, l’importanza della divulgazione delle idee mediante la buona stampa, forse oggi non si percepisce in tutta la sua portata, perché i mezzi di Comunicazione sociale, come Televisione e Cinema, si sono sostituiti e imposti con immagini suggestive, meno impegnative della lettura.
Ma allora esisteva, come veicolo per trasmettere le idee, la stampa, anche se il teatro aveva la sua importanza. Il lettore dunque può immaginare quanto moderna fosse l’attività dell’Amicizia nell’essere presente nel ribollir delle idee e delle opinioni.