I Lanteri provenivano dalla ligure Briga Marittima, piccola città diventata francese in forza del trattato stipulato nel 1848 tra Italia e Francia. Il nonno di Bruno era notaio a Briga. Ma il padre, dopo essersi laureato in medicina, si era stabilito a Cuneo per esercitare la professione con competenza e con alto spirito cristiano. Quindi il clima di fede che si respirava in famiglia era caratterizzato da fede profonda, che si traduceva nell’esercizio della carità.
Ma non dobbiamo pensare per questo che tutto filasse liscio. La vita terrena è transitoria e piena di dolorosi distacchi e poi in quel periodo i ritrovati della scienza medica, con tutti gli annessi e connessi, non era così progredita come ai giorni nostri. Si pensi, per esempio, facendo un salto di quasi un paio di secoli, quanta gente morì ai primi del 1900 per l’epidemia di spagnola: non c’erano ancora gli antibiotici… La mortalità infantile era molto alta. La difterite e le altre malattie infettive mietevano vittime, sia nei bambini come nelle gestanti. Ebbene, la morte era entrata ripetutamente in casa Lanteri. I primi tre figli infatti – una bambina e due maschietti – erano morti in tenera età. Più tardi ne falciò altri due – una sorellina e un fratellino – nel pieno della loro fanciullezza. Il 19 luglio 1763, nel dare alla luce il decimo figlio morì anche la signora Margherita: non aveva ancora compiuto trentacinque anni. Lasciava tre figli e due figlie. Brunone aveva appena quattro anni quando perse la mamma. Il padre costernato corse in chiesa, portandosi dietro il piccolo Brunone. Andarono tutti e due davanti all’mi magine della Madonna e il Padre gli disse: » Figlio mio, d’ora innanzi Maria Santissima sarà la sola tua mamma; amala come vero figlio, ricorri sempre a lei».
Questo fatto fu determinante nella vita del piccolo Brunone. Maturo negli anni, a questo ricordo, commovendosi, con dolcezza diceva ai suoi figli Oblati: «Io, quasi, non ho conosciuta altra madre che Maria Santissima, e non ho ricevuto mai altro che carezze da una Madre così buona». Comunque, questa circostanza fu il seme che sviluppò nel Venerabile Lanteri un rapporto di venerazione con Maria Madre, che poi in seguito si rifletté sulla sua spiritualità mariana. L’eredità che egli lasciò ai suoi Figli Oblati fu appunto quella di radunarli nella Congregazione degli Oblati di Maria Vergine, il cui fondamento evangelico è il mistero cristologico della Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme.