Il periodo storico che intercorre tra la Rivoluzione francese e il tramonto di Napoleone vide la Chiesa nell’occhio del ciclone .
Pio VI nel 1798, fatto prigioniero da Napoleone, moriva di strapazzi nell’esilio di Valenza.
Pio VII, dapprima colmato di onori dal Bonaparte, dovette subire ogni genere di vessazione dallo stesso, appena cominciò ad opporsi alle sue prepotenti pretese. Spogliato dei suoi Stati, privato dell’appoggio dei Cardinali, fu trascinato di prigione in prigione, fino ad essere relegato a Savona (1809 – 1812), da cui fu deportato a Fontaineblau.
In queste circostanze il Padre Lanteri volle venire in soccorso del Pontefice. Radunò in segreto in un Comitato di soccorso i più ardenti e facoltosi fra i suoi discepoli facendo così pervenire al Papa tramite un agente segreto, un povero portinaio, ingenti somme di danaro.
Ma ciò che più affliggeva il Papa erano angustie morali. Nella sua solitudine, durante la lotta con Napoleone che pretendeva il diritto alla istituzione canonica dei Vescovi, Pio VII avrebbe avuto bisogno degli Atti del Concilio Ecumenico di Lione, per dimostrare le assurde pretese imperiali. Il Lanteri trascritti gli Atti del Concilio inviò un suo penitente, il Cavalier d’Agliano, a Savona. Ottenuta udienza dal Pontefice, nel chinarsi al bacio del piede, abilmente gli nascose quelle carte tra le pieghe della veste. Il Papa se ne servì per scrivere le celebri lettere ai Cardinali Caprara e Maury, al Vescovo D’Osmond e al Vicario Capitolare di Parigi, D’Astros, neutralizzando così le pretese napoleoniche. Questi atti pontifici, fecero l’effetto di una battaglia perduta e il despota se la prese con Cardinali ed ecclesiastici in vista gettandoli in prigione. I sospetti non potevano non cadere sul Lanteri. Il 29 gennaio 1811 un’improvvisa perquisizione per opera del Governo veniva operata in casa del Lanteri. I poliziotti non trovarono nulla di compromettente. Comunque nel marzo del 1811 vennero denunziati quattro fra i principali indiziati: il teologo Lanteri, il teologo Daverio, il teologo Guala e il Banchiere Gonella.
