Santo Rosario

meditato con pensieri del Ven. Lanteri

Andrea Brustolon omv

Lunedì: Misteri Gaudiosi

L’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria Vergine

“Le disse l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la Sua Ombra la Potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque Santo e chiamato Figlio di Dio. Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei” (Cfr. Lc 1,35- 38).

Impariamo da Maria a crescere nell’umiltà: «volle il titolo di serva, mentre l’Angelo le presentò l’augusto titolo di Madre di Dio» (Ven. Lanteri).

La Visita di Maria Santissima a santa Elisabetta

“Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Questa, piena di Spirito Santo, esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il Frutto del tuo grembo!” (Cfr. Lc 1,39-42).

Chiediamo la grazia di crescere anche noi nell’umiltà considerando le «umiliazioni profonde e annientamenti interiori che praticava Gesù nel seno della Vergine» ed avendo i «sentimenti che provò la Vergine considerando il suo Figlio ed il suo Dio, così umiliato nel suo seno» (Ven. Lanteri).

La Nascita di Gesù nella Grotta di Betlemme

“Maria diede alla luce il suo Figlio primogenito, Lo avvolse in fasce e Lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo” (Lc 2,7).

“Considerate gli esempi di pazienza che ci diede Gesù prima di nascere, soffrendo di essere rigettato dai cittadini e dai parenti di Betlemme. Non angustiatevi qualora sarete schivati o sottovalutati” (Ven. Lanteri).

Gesù è nato nel momento che Maria e Giuseppe erano in viaggio, nota non a caso il ven. Lanteri e “nascendo, volle farsi compagno del nostro pellegrinaggio, ammaestrandoci con le Sue Parole e guidandoci con i Suoi Esempi. Nascendo, volle rendersi nostro cibo” (Ven. Lanteri).

Gesù viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe

“Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, Giuseppe e Maria portarono il bambino a Gerusalemme per offrirLo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore” (Cfr. Lc 2,22-24).

Maria osservò quanto prescriveva la Legge – notò Il ven. Lanteri – non perché avesse bisogno di essere purificata dai suoi peccati o perché avesse trasmesso il peccato al Figlio insieme alla vita, ma come esempio per noi ed esercizio per lei delle virtù. Non trovò pretesti per non
ubbidire né mise dei limiti all’autorità sacerdotale. Nell’umile gesto della Purificazione della Vergine Maria siamo invitati a vivere la Religione con il “rendere a Dio l’onore che si deve, alla Chiesa la sottomissione a quel che comanda” (Ven. Lanteri).

Il ritrovamento di Gesù nel Tempio

“Maria e Giuseppe, dopo tre giorni, trovarono Gesù nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che L’udivano erano pieni di stupore per la Sua intelligenza e le Sue risposte” (Lc 2,46-47).

“Gesù anche da ragazzo percorre sessanta miglia per andare al Tempio, si ferma tre giorni più degli otto e forse si sarebbe fermato di più, se non fosse stato cercato da Maria santissima e da san Giuseppe (cfr. Lc 2,46). Dimora giorno e notte nel Tempio o in luoghi vicini e attinenti ad esso. Quale confusione dobbiamo provare noi, che temiamo sempre di avere troppi disagi per andare in chiesa, cerchiamo sempre dove si celebra più velocemente e alla minima difficoltà lasciamo la preghiera, le pratiche di pietà, la frequenza ai Sacramenti e alla Parola di Dio.

Prendiamo la decisione di imitarLo e specificare in quale cosa” (Ven. Lanteri).

Martedì: Misteri Dolorosi

L’agonia di Gesù nel Getsemani

Gesù andò con gli Apostoli in un podere, chiamato Getsèmani, e disse «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». Cominciò a provare tristezza e angoscia. E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da Me questo calice! Però non come voglio Io, ma come vuoi Tu!». Poi, dopo avere pregato intensamente, si avvicinò ai discepoli e disse loro: Alzatevi, andiamo; ecco, colui che Mi tradisce si avvicina» (cfr. Mt 26,36-46).

“Ecco l’efficacia della preghiera dopo una così grande tristezza e agonia. Gesù Cristo, prostrato nelle forze, ancora mezzo agonizzante, si alza generoso e tranquillo. Va incontro ai Suoi nemici. Anche noi siamo certi che pregando come si deve, nelle nostre necessità ed afflizioni, otterremo se non la liberazione da esse, certamente tranquillità di spirito, coraggio e forza per combattere” (Ven. Lanteri).

La flagellazione di Gesù

“Pilato fece prendere Gesù e Lo fece flagellare” (Gv 19,1).

“Tra quei colpi, quanti ne ricevette per i Tuoi peccati? Eppure osservaLo in Volto: non comunica che dolcezza, che mansuetudine. Non uscì dalla Sua bocca un lamento. Si penetri nel Suo Cuore e vi troveremo sentimenti di pace e di generosità per noi. Ardeva d’Amore per noi; pensava Egli a noi, a me, a voi. Si è addossati i nostri peccati per farne Lui la penitenza, e risparmiare noi e salvarci. Lo ha fatto per animarci a confidenza, perché avessimo un efficacissimo motivo per confidare in Lui, vedendo sino a che punto si è lasciato maltrattare per noi, e la sovrabbondanza del prezzo che è stato pagato per noi. Possiamo non amare il nostro Gesù che si è lasciato sacrificare così volentieri per noi? Rifiuteremo di amarci gli uni gli altri, come fratelli, vedendoci tutti ugualmente amati e redenti a così caro prezzo?” (Ven. Lanteri).

L’incoronazione di spine

“I soldati, intrecciata una corona di spine, Gliela posero sul Capo e Gli misero addosso un mantello di porpora; quindi Gli venivano davanti e Gli dicevano: «Salve, Re dei Giudei!». E Gli davano schiaffi” (Gv 19,2-3).

“Considerate cosa voglia dire avere il Capo trafitto da tante spine che come tanti coltelli crudelmente Lo martirizzano” (Ven. Lanteri).

Il viaggio al Calvario di Gesù carico della croce

“A tutti Gesù diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a Me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua” (Lc 9,23).

“Lo Spirito di Dio consiste nella Croce. Non si deve nascondere quel che vi è di arduo nel servizio di Dio. La Croce è il Suo stendardo” (Ven. Lanteri).

Gesù è crocifisso e muore in croce

“Stavano presso la croce di Gesù Sua madre, la sorella di Sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che Egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Vedi la tua madre!». E da quel momento il discepolo l’accolse fra le sue cose proprie” (Gv 19,25-27).

“Se Gesù abbassa gli occhi, vede Sua Madre assai afflitta. Vi penetra il mare dei suoi dolori: comprende come si rinnovi nel suo cuore tutto quanto accade nel Proprio Corpo. Vi legge i suoi sentimenti. Pensate che pena per il tenero e riconoscente Cuore di Gesù, che tanto amava Maria! Ma Gesù, quasi ne fosse stato insensibile, vuole che questo suo dolore diventi per noi sorgente di benedizione. Gesù, sempre intento per noi peccatori, quasi dimentico dei Suoi dolori e di quelli della Madre, approfitta di quest’occasione per procurare a noi un’Avvocata, una Madre, una Mediatrice presso di Sé e ci sostituisce in Sua vece. Vuole che ella ci assista, ci protegga” (Ven. Lanteri).

Mercoledì: Misteri Gloriosi

La Risurrezione di Gesù

“Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo” (1 Cor 15,20,22).

“Se io voglio risuscitare glorioso con Gesù nel giorno finale, debbo ora risorgere spiritualmente, con una risurrezione simile a quella del mio Dio risorto. Quella di Lui fu vera, vittoriosa e visibile: tale deve essere la mia. Gesù è stato visibile, appena risorto, alla Sua Santissima Madre per consolarla, alle Donne per infervorarle, ai Discepoli ed agli Apostoli per confermarli nella fede. Così io devo fare visibile la mia conversione per consolare chi lo desidera, per infervorare gli amici, per incamminare il prossimo verso Dio con le parole e con le opere. Considera anche, anima mia, che come è di fede la risurrezione di Cristo, tanto è di fede la mia risurrezione nel giorno del giudizio. “Cristo è risuscitato dai morti” (1 Cor 15,20) e anche noi “saremo trasformati” (1 Cor 15,51) diceva san Paolo. Ma la mia sarà simile a quella di Gesù?” (Ven. Lanteri).

L’ascensione di Gesù al Cielo

“In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il Mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia” (Gv 16,20-23).

“La mia patria è il Cielo: lassù sarò pienamente beato. Gesù Cristo vedendo gli Apostoli afflitti per la Sua partenza, volendoli consolare non promise di stare visibilmente con loro o di farli felici su questa Terra. Anzi, disse loro che si sarebbero rattristati ed avrebbero pianto, mentre il Mondo avrebbe goduto e avrebbe riso. Ed aggiunge che bisognava che Egli andasse a preparare loro un Regno e che la loro esistenza si sarebbe cambiata in gioia. Se è così, come mai non capisco ancora che solo il Cielo è la mia patria e che quello è il mio fine ultimo? E che il Mondo non è altro che un esilio, un luogo di passaggio dove nulla debbo prendere se non quello che mi aiuta a conseguire il mio fine? Come mai –dunque– mi attacco ancora al Mondo e vivo in esso come se fosse la mia patria e vi dovessi stare per sempre? A Lassù debbo rivolgere i miei pensieri!” (Ven. Lanteri).

La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo

“Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal Cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il Cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase bigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l’un l’altro: «Che significa questo?». Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto» (At 2,1-13).

“Chi ha qualche cosa contro un altro, qualche avversione o invidia, facilmente interpreta e giudica malamente le sue azioni, poiché ognuno rede facilmente quel che desidera. Così nel giorno di Pentecoste, alcuni giudicarono gli Apostoli ritenendoli pieni di vino (At 2,13-14)”
(Ven. Lanteri).

L’assunzione di Maria al Cielo

“La Santissima Vergine Maria, dopo aver terminato il corso della sua vita terrena, fu elevata, corpo e anima, alla Gloria del Cielo, dove già partecipa alla Gloria della Risurrezione del suo Figlio, anticipando la risurrezione di tutte le membra del Suo Corpo” (Catechismo della Chiesa Cattolica).

“Nostra Signora ascese in Cielo con il suo corpo santissimo, perché con l’innocenza e con la penitenza l’aveva conservato illibato. Custodiamo i nostri sensi e i nostri pensieri liberi da ogni minima colpa e mortifichiamoli” (Ven. Lanteri).

L’incoronazione di Maria Regina del Cielo e della Terra

“Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema. Il Tuo trono, Dio, dura per sempre; è scettro giusto lo scettro del Tuo Regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti; alla Tua destra la regina in ori di Ofir” (Cfr. Sal 44,2-10).

“Maria è oggetto di ammirazione poiché sopra Maria non c’è più che Dio, sotto Maria c’è tutto ciò che non è Dio. Prostriamoci con gli Angeli per venerarla” (Ven. Lanteri).

Giovedì: Misteri Luminosi

Il battesimo nel Giordano

“Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed Egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di Lui. Ed ecco una voce dal Cielo che disse: «Questi è il Figlio Mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto»“(Mt 3,16-17).

Gesù ha ogni Autorità: “Della Suprema Autorità del Signore ne diedero testimonianza il Padre e lo Spirito Santo nel battesimo di Gesù Cristo con quelle parole: «Questi è il Figlio Mio prediletto” (Ven. Lanteri).

Le nozze di Cana

“Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i Suoi Discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù Gli disse: «Non hanno vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà»” (Gv 2,1-4).

“Per conseguire i beni terreni, sebbene ardui e lontani, l’uomo mondano non si stanca, non si perde d’animo, perché i beni apparenti fanno grande impressione sui sensi e sulla fantasia, dalla quale l’uomo si lascia molte volte condurre più che dalla ragione e dalla fede. All’opposto, a conseguire i beni eterni e spirituali, l’uomo mondano si scoraggia e se vede mancare l’appoggio tangibile abbandona l’impresa. Non pensa che essendo beni spirituali, per questo s’appoggiano sulla pura fede. I Santi quanto più vedevano mancare gli aiuti delle creature, tanto più godevano di sperare in Dio e Dio –a causa della Parola data– faceva miracoli per essi. Troviamo un esempio in Maria Vergine che nelle nozze di Cana, penetrando nel Cuore di Gesù, intese la Sua risposta come grazia ricevuta” (Ven. Lanteri).

La pagina del Vangelo delle nozze di Cana secondo il ven. Lanteri è un “Documento di devozione alla Divina Madre”. Sulla scia del gesuita Cesare Calino invitò a considerare: “1° la benignità di Maria nel proteggere; 2° la sua efficacia nell’intercedere; 3° la condizione che ella richiede per impetrare”.

L’annuncio del Regno di Dio

“Dio ha tanto amato il Mondo da dare il Suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).

“Maria Vergine divenne Madre di Gesù e Madre nostra. Si offrì a patire per noi ogni cosa e a soffrire tanti tormenti nella persona del suo divin Figlio e non una, ma più volte”. Tra queste: “quando Gli diede licenza perché uscisse di casa per andare a predicare” (Ven. Lanteri).

Anche di Maria si può dire quello che san Giovanni dice dello stesso Eterno Padre: “Ha tanto amato il Mondo da dare il Suo Figlio Unigenito” (P. Paolo Calliari omv).

La Trasfigurazione

“Gesù prese con Sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una Voce dalla nube: «Questi è il Figlio Mio prediletto; ascoltateLo!»” (cfr. Mc 9,2-7).

Il ven. Lanteri invitò anche a meditare su Gesù glorioso: “Immaginiamo d’essere sul Monte Tabor con i tre discepoli a contemplare la Gloria di Gesù, e diciamo: è bello per noi restare qui (Mt 17,4; Mc 9,4; Lc 9,33)”. A causa delle fragilità della nostra natura, Gesù chiama a riflettere, in un luogo solitario, dove è possibile udire la Sua Voce, altrimenti: “L’uomo sempre s’abbassa verso le cose e a poco a poco dissipa l’animo, si occupa e si affeziona alle cose esteriori, si raffredda la carità, si nausea per il bene; la negligenza diventa consuetudine” (Ven. Lanteri).

L’Eucaristia

“Io sono con voi tutti i giorni” (Mt 28,20). “Io sono il Pane della vita; chi viene a Me non avrà più fame e chi crede in Me non avrà più sete” (Gv 6,35).

Gesù nell’Eucaristia “abita sempre con noi per ascoltarci, per soccorrerci, per spargere su di noi le Sue grazie, per comunicarci la Sua Umanità e Divinità: in una parola, tutto Se stesso”. L’Eucaristia è il “nostro pane quotidiano” (Ven. Lanteri).

Venerdì: Misteri Dolorosi

L’agonia di Gesù nel Getsemani

Gesù si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da Me questo calice! Però non come voglio Io, ma come vuoi Tu!». Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre Mio, se questo calice non può passare da Me senza che io lo beva, sia fatta la Tua volontà». E tornato di nuovo trovò i Suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole (cfr. Mt 26,39-44).

“Non basta pregare: conviene perseverare. Gesù Cristo non vedendosi esaudito la prima volta, riprende la preghiera, sempre rinnovando la stessa domanda la seconda e la terza volta. Sebbene crescano l’affanno e la tristezza, non si ritira dall’orazione. Anzi, la prolunga: “In preda all’angoscia, pregava più intensamente” (Lc 22,44). Il Suo pregare prolungato è un andare ripetendo le stesse parole, la stessa supplica: “pregò, ripetendo le stesse parole” (Mt 26,44), “con forti grida e lacrime” (Eb 5,7). Dunque non desistiamo dall’orazione incominciata, anche quando non possiamo avere la mente raccolta, ci sembra di perdere tempo, ci annoia, ci sentiamo tristi o non ci vediamo esauditi. Non diminuiamo niente del tempo prefissoci. Impariamo da Gesù a dire e ridire, e perseverare, ripigliando e ridicendo di cuore sempre la stessa preghiera. Questa preghiera sarà a Dio accetta e ne ricaveremo grandi grazie e consolazioni. Ci sarà largamente premiata la nostra costanza. Se Gesù Cristo non fu subito esaudito, non lagniamoci noi” (Ven. Lanteri).

La flagellazione di Gesù

“Pilato fece prendere Gesù e Lo fece flagellare” (Gv 19,1).

“Ascolta quelle piaghe aperte che ti gridano: Penitenza, penitenza, mortificazione, piangi, detesta, correggi i tuoi peccati. Gesù si sottopose coraggiosamente a tanti patimenti per ottenerti il perdono dei tuoi peccati. Per questo ecco quelle piaghe, quegli strapazzi, quelle sofferenze. EccoLo a pregare l’Eterno Padre, non perché vendichi il Suo Sangue, ma perché ti perdoni. “Padre perdonali” (Lc 23,24). Preghiamo Gesù, per i meriti del Suo Sangue, di darci un grande dolore dei nostri peccati e la grazia d’imitarLo nelle nostre sofferenze” (Ven. Lanteri).

L’incoronazione di spine

“I soldati, intrecciata una corona di spine, Gliela posero sul Capo e Gli misero addosso un mantello di porpora; quindi Gli venivano davanti e Gli dicevano: «Salve, Re dei Giudei!». E Gli davano schiaffi” (Gv 19,2-3).

“O mio Redentore, Ti prego di volere con una goccia del Tuo Sangue addolcire questo durissimo mio cuore, affinché s’intenerisca alla considerazione dei Tuoi patimenti e incominci a detestare e a scontare i miei peccati con un proporzionato dolore. E tu, Maria madre mia, rifugio dei peccatori, ottienimi lo stesso e facendomi –come sono sicuro– da Madre, fa’ che io mi comporti con Te da vero figlio. Tu intanto, Eterno Padre, al vedere i tanti patimenti di Gesù, perdonami” (Ven. Lanteri).

Il viaggio al Calvario di Gesù carico della croce

“Gesù, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota” (Gv 19,17).

“Gesù non si è scelta la Croce, ma ha portato quella che Gli è stata offerta. Gesù porta la croce per noi, non per necessità, ma per precederci con l’esempio e muoverci ad imitarLo. La Croce è l’insegna del Suo Regno, lo stendardo della Sua milizia” (Ven. Lanteri).

Gesù è crocifisso e muore in croce

“Stavano presso la croce di Gesù Sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che Egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Vedi la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese tra i propri beni” (Gv 19,25-27).

“Gesù vuole che siamo figli di una tale Madre: “Donna, ecco il tuo figlio” (Gv 19,26). “Figlio, ecco la tua madre” (Gv 19,27). Ringraziamo Gesù Cristo d’averci data una così buona, così pietosa e così potente Madre e rivolgendoci a Maria santissima, diciamole: “Maria, mostra che tu sei madre, Madre della Grazia, Madre della Misericordia. Proteggici dal nemico e nell’ora della morte accoglici” (Ven. Lanteri).

Sabato: Misteri Gaudiosi

L’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria Vergine

“L’angelo Gabriele disse a Maria: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù». Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la Sua Ombra la Potenza dell’Altissimo». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»” (Cfr. Lc 1,28- 38).

“Non essere precipitoso e ostinato nei tuoi giudizi, ma imita Maria Vergine la quale prima “si domandava che senso avesse un tale saluto” e in un secondo tempo rispose: “eccomi, sono la serva del Signore”. La ragione, la fede e la prudenza cristiana ti servano da regola di comportamento” (Ven. Lanteri).

La Visita di Maria Santissima a santa Elisabetta

“Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1,41- 42,44-44).

Giovanni Battista –notò il ven. Lanteri– comprese che vi era il Dio-Bambino grazie alla voce di Maria: “Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo”. Il mistero si rese percepibile a Giovanni grazie alla voce di Maria. Maria è testimone; Giovanni accoglie la testimonianza ed esulta.

La Nascita di Gesù nella Grotta di Betlemme

“Maria diede alla luce Gesù, Lo avvolse in fasce e Lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo” (Lc 2,17).

“Guardate il Santo Bambino che sospira, trema e lacrima e considerate quale sia l’oggetto dei Suoi sospiri. Considerate quale fosse la causa del Suo tremore: non era il freddo della stagione, era il freddo del nostro amore. Considerate il motivo delle Sue lacrime: non erano per sfogo di passione, erano lacrime di devozione, erano sugo di amore per noi. I nostri occhi per chi ne hanno sparse di più? Sopra le disgrazie dell’anima o sopra cose temporali? Furono sfoghi di pietà oppure di passione disordinata? Chiediamo a Maria per le lacrime che ella mescolò a quelle del Santo Bambino, di fare in avvenire migliore uso delle nostre” (Ven. Lanteri).

Gesù viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe

“Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, Giuseppe e Maria portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirLo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi” (Lc 2,22-24).

Con la sua “pietà offerente nel Tempio” Maria ci dà un esempio di virtù. Il mistero della Circoncisione è un invito a obbedire «alla Legge di Dio e ai disegni della Provvidenza» (Ven. Lanteri).

Il ritrovamento di Gesù nel Tempio

“Al ritrovarLo nel Tempio, Giuseppe e Maria restarono stupiti e Sua madre Gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, Tuo padre e io, angosciati, Ti cercavamo». Ed Egli rispose: «Perché Mi cercavate? Non sapevate che Io devo occuparmi delle cose del Padre Mio?» (Lc 2,48-49).

“Quale amore più giusto, più intenso di quello che Gesù portava a Maria e a Giuseppe! Eppure lo sacrificò per fare perfettamente la volontà del Padre: “debbo occuparmi delle cose del Padre mio”. Anche noi dobbiamo svincolarci e rinunciare a qualunque affetto se lo esige la volontà di Dio” (Ven. Lanteri).

Domenica: Misteri Gloriosi

La Risurrezione di Gesù

“Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma Egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le Mie mani e i Miei piedi: sono proprio Io! ToccateMi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che Io ho». Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel Suo Nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, ominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni” (cfr. Lc 24,36-48).

“Ogni altro mistero di Gesù fu misto di gloria e di umiliazione, ma questo è tutto di gloria! O mio Signore e mio Dio, quanto mi rallegro con Te della Tua Gloria! Ecco il premio del patire! Se “bisognava che Gesù sopportasse queste sofferenze per entrare nella Sua gloria” (Lc 24,46), che devi dire tu se aspiri allo stesso?” (Ven. Lanteri).

L’ascensione di Gesù al Cielo

“Gesù condusse gli Apostoli fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il Cielo” (Lc 24,50-51).

“Su! Un’occhiata a quella celeste Patria ove ci aspettano Gesù, Maria santissima, i Santi, e diverranno orride tutte le grandezze, tutte le bellezze e tutti i beni di questa Terra; diverranno dolori tutte le soavità, tormenti tutti i piaceri. Non lasciamoci mai indurre ad abbandonare la fonte d’ogni bene per abbeverarci all’acqua fangosa di rotte cisterne (cfr Ger 2,13). Non lasciamoci tentare di rinunciare alla nostra eredità per una scodella di lenticchie (cfr. Gn 25,29-34), quand’anche ci si volessero offrire “tutti i Regni del Mondo” (Mt 4,8-9).

La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo

“Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi» (At 2,1-4).

“Considerate il bene che ebbe quella radunanza felice dallo scendere lo Spirito Santo sopra di essa ed il bene che voi avrete, se scenderà sopra di voi. Lo Spirito Santo aggiunge gli ultimi tratti alla perfezione dell’uomo cristiano: al dono della fede aggiunge l’intelligenza, al dono della carità lo zelo, al dono della grazia la forza. Considerando come si prepararono gli Apostoli per riceverLo, riflettete su come dovete prepararvi voi” (Ven. Lanteri).

L’assunzione di Maria al Cielo

“Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno” (Fil 1,21).

“In onore della sua gloriosa assunzione, procureremo di staccare il cuore da ogni cosa che non sia Dio, per sollevarlo al Cielo, volgendo lo sguardo a quel sublime Trono dove sta la nostra cara Madre, compiacendoci della sua gloria e aspirando alla sua beata compagnia” (Ven. Lanteri).

L’incoronazione di Maria Regina del Cielo e della Terra

“Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema. Il Tuo trono, Dio, dura per sempre; è scettro giusto lo scettro del Tuo Regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti; alla Tua destra la regina in ori di Ofir” (Cfr. Sal 44,2-10)

“Maria Vergine fu coronata in Cielo come Figlia, come Madre, come Sposa; con triplice corona di sapienza, di potenza e di bontà. Con l’attendere all’orazione si partecipa della sua sapienza, con il vincere se stesso si partecipa della sua potenza, con la carità, cordialità, condiscendenza verso il prossimo si imita la sua bontà” (Ven. Lanteri).