Nel 1780 morì l’Imperatrice Maria Teresa, e le successe nel regno il figlio Francesco Giuseppe II. Finché visse Maria Teresa, Giuseppe morse il freno. Sua madre infatti riuscì a mantenerlo nei limiti della doverosa sottomissione alle leggi ecclesiastiche. Spirata la madre finalmente potè dare la stura al suo regalismo. Spalleggiato dai ministri Kaunitz e Cobenzl, volle tutto rinnovare: studi teologici, seminari, vescovadi, sacre ordinazioni, impedimenti e dispense matrimoniali, riti, feste, processioni, funerali, tanto che gli venne appioppato il soprannome di «Imperatore sacrestano».
Invano l’Arcivescovo di Vienna, il Cardinal Migazzi, aveva fatto sentire la sua voce contro un modo di agire così scandaloso, invano il Papa gli aveva scritto più volte, dopo aver richiamato il Nunzio Apostolico Monsignor Carampi: l’Imperatore, ostinato, proseguiva per la sua via. Tutto ciò determinò una pesante aria di scisma.
Allora il Santo Padre decise di andare a Vienna personalmente. Non appena si sparse la notizia della determinazione presa dal Papa, a Vienna e in altre città dell’Austria, si fecero grandi feste. Il partito regalista ne fu irritatissimo.
Un mattino dei primi giorni del 1782 il Padre Diessbach disse al diacono Brunone: «Bisogna andare a Vienna, e anche tu devi venire con me».
«Perché, cosa succede?» – gli rispose il Lanteri.
Il Padre De Diessbach allora lo informò che il Sommo Pontefice voleva raggiungere Vienna, per trattare con quello stolto dell’Imperatore Giuseppe, il quale, preso da megalomania di potere e per non essere da meno dei francesi, pretendeva anche di stabilire di qual misura dovevano essere le candele.
«I cattolici saranno capaci di unirsi, di stringersi compatti intorno al Papa, per rassicurarlo della loro obbedienza? Ecco il nostro urgente dovere: correre a Vienna. Lassù ho delle conoscenze che ci appoggeranno e ci daranno una mano a diffondere un opuscolo intitolato «Chi è il Papa?».
L’aver scelto il Lanteri per quest’impresa è senza dubbio la prova della piena fiducia che il Diessbach aveva nel giovane diacono. Da buon conoscitore di uomini era certo che il Lanteri aveva della stoffa per stargli a fianco…